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Economia

Draghi: ripresa graduale in Europa nel 2012

Di Redazione8 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il numero uno della Bce Mario Draghi

Il numero uno della Bce Mario Draghi

FRANCOFORTE, Germania — La Bce si aspetta per l’economia dell’Eurozona una ripresa graduale nel corso di questo anno. Lo ha detto il presidente dell’Eurotower Mario Draghi nella dichiarazione seguita al Consiglio odierno che ha mantenuto inalterati i tassi di interesse.

“L’attività economica – ha aggiunto – dovrebbe essere sostenuta dalla domanda esterna, dai tassi di interesse molto bassi e da tutte le misure adottate per sostenere il corretto funzionamento del settore finanziario dell’Eurozona”. Quanto alla revisione al rialzo delle stime dell’inflazione, Draghi l’ha motivata con “i rischi che nel breve termine derivano soprattutto da prezzi del petrolio più alti del previsto e dall’aumento delle tasse indirette”. Il presidente della Bce ha sottolineato come “sia essenziale che le banche aumentino ulteriormente la loro capacità di resistere agli choc, anche attraverso una conservazione degli utili”.

L’inflazione è attesa vicina al 2% nel 2012, ha affermato il presidente della Bce. La Banca centrale europea “ha leggermente ribassato” le previsioni per il Pil reale per il 2012, che sono in un range fra -0,5% e + 0.3% mentre per il 2013 la previsione è fra una crescita piatta, ovvero dello 0, e un aumento del 2,2%, ha detto Draghi, confermando “i rischi al ribasso”, legati a “nuove tensioni sul mercato del debito europeo e le possibili conseguenze sull’economia reale”.

“Molti governi dell’area euro hanno fatto progressi nel consolidamento fiscale e nelle riforme strutturali. Ora è fondamentale andare avanti con le riforme strutturali”, ha continuato Draghi. Le operazioni di liquidità decise dalla Bce “hanno avuto un primo impatto positivo” sul sistema finanziario, ha dichiarato sottolineando come la Bce “si attenda che le operazioni di finanziamento a tre anni forniranno un ulteriore effetto di stabilizzazione sui mercati finanziari e soprattutto sui prestiti”. Comunque, ha aggiunto, “tutte le misure no convenzionali sono temporanee”. L’iniezione di liquidità, ha affermato, “ha avuto un potente effetto ma ora la palla è in mano dei governi e degli altri alttori, soprattutto banche, che devono andare avanti con le riforme e risistemare i bilanci”.

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