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Bergamo

Bergamo: altro che treno per Orio, il progetto top secret è la funivia

Di Redazione5 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La funivia costruita per l'Expo di Hannover

La funivia costruita per l'Expo di Hannover

BERGAMO — E’ chiuso da due anni in un cassetto di Palafrizzoni. Il progetto che potrebbe rivoluzionare i collegamenti fra l’aeroporto di Bergamo e il resto della città c’è, ed è stato tenuto finora segreto e inattuato.

Si tratta di un collegamento attraverso funivia, simile a quelli già realizzati in altre parti del mondo. Ecologico, a basso impatto ambientale e poco costoso. Proprio come le cabinovie costruite ad Hannover, Bolzano, Innsbruck e Hong Kong, ma anche a Manhattan e agli aeroporti di Zurigo e Jeddah, seconda città dell’Arabia.

Il progetto è stato messo in piedi da un gruppo di lavoro composto da società private e enti, ed è arrivato sul tavolo del sindaco Tentorio e della Provincia, all’inizio del 2010. “Expo Skyliner”, questo il nome del progetto, è una funivia che, attraverso un percorso già individuato (che vedete in assoluta esclusiva nella foto sotto), collega l’aerostazione al centro città in nove minuti. Nessuna necessità di strutture imponenti, impatto ambientale molto ridotto, vista panoramica su Bergamo. Insomma, l’uovo di colombo che unirebbe turismo e vantaggi logistici.

Il percorso della funivia (clicca per ingrandire)

Il percorso della funivia (clicca per ingrandire)

Il percorso studiato comprende tre linee di cabinovie che si muovono a una decina di metri d’altezza. Dall’aeroporto di Orio partono in direzione della città e ritorno. Per un tratto corrono parallele all’autostrada, poi girano repentinamente verso nord, sorvolando l’asse interurbano e avvicinandosi al centro, con Città Alta sempre in bella vista. La funicolare passa sopra la ferrovia per arrivare alla stazione autolinee, pieno centro città. Durata del tragitto: 9-10 di minuti al massimo. Prevista anche una stazione di transito da cui partirebbe un’altra linea, per portare turisti e viaggiatori alla Fiera di via Lunga.

Stando ai carteggi, il 12 marzo del 2010, esattamente due anni fa, il progetto è stato consegnato al Comitato ristretto che si occupa del collegamento Bergamo-Orio su incarico di Regione, Provincia e Comune di Bergamo in collaborazione con la Camera di commercio, due banche e diversi investitori privati. L’organismo è domiciliato presso la Fondazione della Comunità Bergamasca, in viale Papa Giovanni XXIII, 106, direttore Carlo Vimercati, e presieduto dal deputato leghista Nunziante Consiglio.

Da allora il progetto, che dalle missive iniziali pareva piacere al Comune, è svanito, messo da parte, a favore del celebre treno per Orio. E dire che non sarebbe costato nulla. Ai tempi della proposta, il gruppo imprenditoriale era disposto a realizzarlo gratuitamente, in project financing, in cambio di una “concessione” sulla gestione dell’impianto. Ora costerebbe dai 10 ai 15 milioni, comunque un decimo del treno che di milioni ne costa 160.

I tempi di realizzazione del collegamento su fune, inoltre, sarebbero stati brevissimi. Massimo 6 mesi per mettere in piedi l’intera struttura contro gli anni, ancora imprecisati, del progetto su ferro, opera titanica ben lungi da venire. In più la funivia sarebbe stata completamente rimovibile e riutilizzabile in altro contesto, con costi ridotti.

Se il progetto della funivia fosse stato messo in campo fin dall’inizio, forse oggi avremo già un nuovo collegamento a basso costo e basso impatto ambientale fra l’aeroporto e la città. O comunque, saremmo in fase avanzata dell’opera. Palafrizzoni e via Tasso invece insistono sul collegamento ferroviario. Cinque chilometri di opere infrastrutturali il cui impatto ambientale è tutto da stabilire e sulla cui copertura finanziaria ci sono forti, fortissimi dubbi.

Per due motivi. Il primo: un progetto ferroviario simile pressuppone convergenze politiche, economiche e d’interessi assai difficili da conciliare. In secondo luogo, la Regione, attraverso l’assessore Cattaneo, ha fatto sapere di essere interessata a finanziare parte dell’opera, ma al momento non ci sono i soldi. Quindi, da qui a “sganciare” i vagoni di denaro necessari ce ne passa. Cattaneo è stato chiaro: il treno per Orio, ha detto, deve individuare forme di autofinanziamento, visto che la situazione dei bilanci regionali e degli enti pubblici non è rosea. Modo elegante per dire: se lo volete, pagatevelo. Le stime finanziarie  stilate dalla società Kpmg, inoltre,  dicono che qualora fosse costruito, la gestione del collegamento ferroviario potrà andare a pareggio di bilancio solo a partire dal 2020. Investimento iniziale escluso.

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