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Economia

La Bce apre i prestiti: 139 miliardi alle banche italiane

Di Redazione1 marzo 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Maxiprestito della Bce alla banche italiane

Maxiprestito della Bce alla banche italiane

MILANO — La mossa architettata dal presidente della Bce Mario Draghi e dal predecessore Jean-Claude Trichet ha fatto centro. Il prestito triennale illimitato, offerto alle banche al tasso agevolato dell’un per cento, ha totalizzato oggi 529,5 miliardi, superando i 490 miliardi di dicembre.

Le banche italiane hanno partecipato al secondo ‘Ltro’ della Banca centrale europea per una quota di 139 miliardi di euro lordi. Lo riferiscono fonti Bankitalia. La partecipazione italiana, al netto delle operazioni riassorbite a scadenza più a breve, è pari a 80 miliardi di euro circa.

Una pioggia di denaro che – a detta di Draghi – ha evitato un ‘credit crunch’ in larga scala. Negli auspici, la seconda ‘Long-Term Refinancing Operation’ gigante dovrebbe rilanciare il credito all’economia, favorire la patrimonializzazione delle banche e dare respiro ai titoli di Stato.

Molte banche, messo al sicuro il ‘funding’ per i prossimi mesi, possono ora impiegare le risorse per sottoscrivere bond governativi, che poi tornano alla Bce a garanzia di ulteriore liquidità.

Un ‘carry trade’ che genera ampi margini d’interesse che – con la moral suasion della Bce – devono andare innanzitutto a rafforzare il capitale. L’iniezione netta delle due aste è di 520 miliardi (vanno sottratti i fondi rientrati a scadenza alla Bce). Ma con il ‘bazooka’ di oggi la liquidità in eccesso nel sistema bancario europeo sfonda ogni record attestandosi a 850-900 miliardi (stima Reuters), cifra che mette le misure di Francoforte sullo stesso piano di quelle dispiegate dalla Fed americana.

Sulla scia del successo della prima operazione, l’Euribor è sceso sotto l’1% per la prima volta in 13 mesi. L’Italia si conferma in primissima linea: dai circa 116 miliardi aggiudicati a dicembre, le banche italiane hanno alzato a ben 139 miliardi – un quarto del totale – l’incasso di fondi Bce di febbraio. La parte del leone va a Intesa SanPaolo: 24 miliardi – spiega l’amministratore delegato Tomaso Cucchiani – che in parte andranno “a sostegno dei titoli di debito dello Stato italiano”.

Con un bilancio Bce lievitato a livelli record, la palla passa ora ai governi. Chiamati a risanare i rispettivi bilanci e rilanciare la crescita rendendo le economie più dinamiche, radice dei problemi di mezza Eurozona che la Bce non è in grado di affrontare.

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