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Bergamo

Una farmacia ogni 3300 abitanti. Federfarma: penalizzata la qualità

Di Redazione29 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Aumenta il numero delle farmacie

Aumenta il numero delle farmacie

BERGAMO — Dovranno aprire 5.000 farmacie in più, in tutta Italia, e in prospettiva vendere farmaci mono-dose. Mentre alle parafarmacie andranno i farmaci veterinari e le preparazioni. Sono le disposizioni contenute nel decreto liberalizzazioni che il governo varerà nei prossimi giorni.

Si tratta di una sconfitta per Federfarma che non nasconde la sua preoccupazione. “Stiamo analizzando i singoli istituti del testo appena approvato dalla X commissione Senato per poterne valutare l’impatto e, anche tenendo conto delle modifiche apportate, nutriamo gravi preoccupazioni per il futuro del servizio farmaceutico” si legge in una nota.

“Ad una prima lettura – osserva – il provvedimento che sara’ domani all’esame dell’Aula del Senato contiene misure destinate a scontentare il mondo delle farmacie. Siamo fortemente critici noi titolari di farmacia così come la maggior parte dei farmacisti collaboratori di farmacia, che avranno scarsissime possibilità di vincere i concorsi. Con il provvedimento si è voluto accontentare qualcuno e, nel farlo, non si è pensato al sistema farmaceutico nella sua interezza né alle necessità di salute dei cittadini” continua il comunicato di Federfarma.

“Ancora una volta la farmacia è vista come esercizio meramente commerciale invece che come importante presidio di salute pubblica del Sistema sanitario nazionale. In nome delle logiche di mercato – prosegue Federfarma – vengono messi in discussione i turni notturni delle farmacie, dimenticando che la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali ha creato tali problemi da indurre diverse Regioni, di vari schieramenti politici, a ricorrere alla Corte Costituzionale”.

E osserva: “In realtà più che apportare miglioramenti al servizio reso dalle farmacie si è voluto aumentare indiscriminatamente il numero degli esercizi e inserire elementi di concorrenza in un settore che necessitava solo di una riforma seria, come avevamo chiesto. Per esempio – chiede Federfarma – che senso ha rincorrere gli sconti su prezzi che sono amministrati dallo Stato? O la liberalizzazione selvaggia degli orari delle farmacie con la conseguenza che di notte diventerà più difficile trovare una farmacia aperta?”

“Pur tenendo conto dell’innalzamento del quorum a 3.300 abitanti (rispetto ai 3.000 del decreto originale) – osserva il presidente Federfarma Annarosa Racca – rimane una grande amarezza per un provvedimento che rende impossibile mantenere la attuale qualità del servizio farmaceutico assicurato ai cittadini”.

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