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Politica

Pass disabili ai furbetti: il caso Bergamo finisce in parlamento

Di Redazione29 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un pass disabili

Un pass disabili

BERGAMO — I dati allarmanti sull’abuso dei pass per i disabili a Bergamo e le sollecitazioni ricevute dall’Anmic (Associazione nazionale mutilati invalidi civili) hanno indotto la senatrice Alessandra Gallone (Pdl) a presentare un’interrogazione urgente al presidente del Consiglio, Mario Monti, e al ministro dello Sviluppo Economico e Infrastrutture, Corrado Passera. “Non è più possibile tollerare che per le persone disabili spostarsi in auto diventi un’odissea mentre c’è chi ne approfitta utilizzando i pass di invalidità per i parcheggi e le Ztl, anche quando non dovrebbe” afferma la Gallone.

“Purtroppo si tratta di un malcostume diffuso nella nostra città ma anche nel resto del Paese, quello dell’abuso dei pass per i disabili. Complice la chiusura del centro storico e l’estensione sempre più massiccia della sosta a pagamento, la richiesta dei permessi è in continuo aumento. Ed è sempre più alta la percentuale di chi ne fa domanda senza averne i requisiti – continua la senatrice bergamasca -. Chi ha il pass, poi, spesso ne abusa, utilizzandolo anche quando il disabile titolare non è a bordo dell’auto. Ci sono poi quelli che lo falsificano, sia per circolare senza problemi in corsie preferenziali e zone a traffico limitato sia per parcheggiare negli spazi riservati. Inoltre, capita che alla morte del parente disabile, il furbetto di turno continui a utilizzare il pass per parcheggiare ovunque in centro”.

“Per di più, il contrassegno rilasciato dal comune, ha validità nazionale ma non viene però riconosciuto da tutti i sistemi di controllo delle ZTL esistenti in Italia – sottolinea la Gallone -. Questo non favorisce la circolazione delle persone con disabilità che incorrono, così, nel pericolo di contravvenzioni o comunque di limitazioni nei loro spostamenti con l’auto. D’altra parte, il contrassegno non viene riconosciuto nel resto d’Europa”.

“Per tutti questi motivi – continua la Gallone – ho presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio, Mario Monti, e al ministro dello Sviluppo Economico e Infrastrutture, Corrado Passera per sapere: a che punto è la predisposizione dei provvedimenti normativi necessari per attuare tale intento; quali misure intendono approvare per omologare le apparecchiature di controllo dei varchi adottate dalle singole amministrazioni comunali e per creare un unico database nazionale con tutti i contrassegni valido in qualsiasi città per viaggiare e sostare entro le stesse; quali misure intendono approvare per proporre l’inserimento nel contrassegno di un chip (assente nel contrassegno europeo) capace di essere letto da tutti i sistemi di controllo delle ZTL esistenti in Italia, sul modello di quello in fase di sperimentazione a Roma e che può essere letto da un palmare in dotazione agli ausiliari del traffico e agli agenti della polizia municipale; se ritengano di prevedere nei confronti di coloro che si comportano in maniera illecita e irresponsabile, un inasprimento delle sanzioni amministrative”.

“Ritengo che sia necessario comunque sensibilizzare i cittadini – conclude la Gallone – perché anche loro, per primi, segnalino alla polizia i casi di furbizia o di illegalità. Possono diventare un aiuto importante per stanare subito i trasgressori, soprattutto per individuare in quali zone sia più diffuso questo fenomeno”.

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