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Bergamo

Casi di tubercolosi in Questura: nessun poliziotto contagiato

Di Redazione27 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Questura di Bergamo

La Questura di Bergamo

BERGAMO — “In data 26 gennaio 2012 durante il turno alla Questura di Bergamo sette dipendenti della Polizia di Stato, tre alpini ed un minore sono entrati in contatto, a loro insaputa, con un soggetto affetto da tubercolosi”. Lo rende noto in un comunicato stampa il sindacato di Polizia Ugl.

Il sindacato stesso denuncia ritardi nella comunicazione agli addetti: “Dopo tale esposizione sono passati ben 12 giorni prima che la Questura avvertisse il personale a rischio infezione invitandolo a prendere contatti con l’Ufficio Sanitario per valutare gli eventuali provvedimenti del caso”.

Secondo il sindacato gli operatori sarebbero stati avvisati con una settimana di ritardo “solamente in data 07 febbraio 2012, ed invitati a recarsi urgentemente presso il pronto soccorso per sottoporsi ad accertamenti sanitari. Si fa presente che in data 26 gennaio 2012, tra le varie persone presenti all’interno della sala volanti dove si trovava il cittadino straniero affetto da tubercolosi, era presente anche un ragazzo minorenne di origine tunisina. Alla data del 10 febbraio 2012 non risulta che la Questura abbia contattato i genitori dello stesso”.

La questura ha replicato sostenendo che le procedure necessarie sono state attivate con tempestività e i controlli sul personale hanno portato riscontri fortunatamente negativi. Inoltre, sempre la questura precisa che non risulta in alcun documento la presenza degli alpini e del minore citati dal sindacato.

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