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Economia

Confindustria: all’ombra dei candidati il duello Marcegaglia-Montezemolo

Di Redazione24 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giorgio Squinzi e Alberto Bombassei

Giorgio Squinzi e Alberto Bombassei

BERGAMO — Si fa sempre più dura la battaglia per la presidenza di Confindustria fra il bergamasco Alberto Bombassei e il milanese Giorgio Squinzi. Ma all’ombra dei due candidati si combatte una guerra ancor più aspra, fra i loro due principali sostenitori, rispettivamente Luca Cordero di Montezemolo ed Emma Marcegaglia.

I due candidati hanno tutte le carte in regola per guidare la potente organizzazione degli industriali. Entrambi conoscono alla perfezione la macchina organizzativa di Confindustria. Squinzi è più conservatore. Bombassei vorrebbe una riforma che renda più snello l’apparato burocratico. Ma i loro programmi s’intrecciano con le mire di due antichi duellanti – la Marcegaglia e Montezemolo, appunto – da sempre impegnati a contendersi fette di potere dentro l’associazione degli industriali.

Le scintille fra Montezemolo e la Marcegaglia vengono da lontano. Da quando la rampante Emma si candidò alla guida di Confindustria, quattro anni fa. Montezemolo cerò di sbarrarle la strada, opponendogli il bergamasco Andrea Moltrasio, suo fedelissimo.

La Marcegaglia vinse, anche grazie all’appoggio di Squinzi. Ora per Montezemolo si apre, attraverso Bombassei, la possibilità della rivincita. Perché avere la presidenza di Confindustria significa in primo luogo decidere quali uomini mettere nei posti di potere che contano. Primo fra tutti, al Sole 24 ore, il quotidiano degli industriali che farebbe un gran comodo al presidente della Ferrari in caso di discesa nell’agone politico.

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