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Bergamasco morto a Cuba: niente crollo, è caduto dal secondo piano

Di Redazione24 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Holguìn, Cuba

Holguìn, Cuba

BERGAMO — E’ sempre più misterioso il caso di Roberto Avelli, il falegname bergamasco di 41 anni morto a Cuba nei giorni scorsi. Le autorità cubane smentiscono che l’uomo sia morto per il crollo di una parete dentro l’ufficio immigrazione, crollo mai avvenuto.

Intanto i familiari della vittima sono giunti a Cuba. Dalla loro ricostruzione, pare che Avelli avesse raggiunto veramente l’ufficio immigrazione di Holguin lo scorso 14 febbraio, ufficio che si occupa delle pratiche di espatrio per cubani e stranieri. E per cause ancora ignote, dal secondo piano di quell’edificio sarebbe caduto.

Avelli sarebbe stato portato d’urgenza all’ospedale di Holguin. Sottoposto ad intervento chirurgico, non ce l’avrebbe fatta. Cosa sia accaduto, ancora non si sa. Il falegname, il giorno prima della morte, aveva chiamato un amico in Italia dicendo di sentirsi “seguito” e mostrando il desiderio di rientrare in Italia il prima possibile. Avelli stesso aveva lasciato gli amici con cui aveva cominciato la vacanza qualche giorno prima, a Camaguey, per fare poi ritorno ad Holguìn dove è rimasto per tre giorni.

Oggi i familiari effettueranno il riconoscimento della salma. Poi toccherà alla pratiche di rientro in Italia, con un volo che atterrerà a Malpensa domenica mattina.

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