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Segrate, rifiuti pericolosi sepolti nei terreni dell’ex dogana

Di Redazione23 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'area sottoposta a sequestro

L'area sottoposta a sequestro

SEGRATE — Avrebbero trasformato l’area in una discarica illecita di rifiuti speciali. E’ questa l’accusa con cui la Guardia di Finanza di Milano e la Polizia Provinciale di Milano hanno messo i sigilli a un’area di 30mila metri quadrati nella zona della ex dogana di Segrate, in provincia di Milano.

“Le attività investigative – si legge in una nota della Guardia di Finanza – hanno permesso di accertare che una nota società, operante nel settore delle demolizioni, scavi e movimento terra, avrebbe trasportato, smaltito e comunque gestito illecitamente, senza alcuna valida autorizzazione, grossi quantitativi di rifiuti speciali, fra cui fresato d’asfalto, spostandoli in modo definitivo da un sito di proprietà a un’area di circa mq. 30.000 destinata, tra l’altro, alla realizzazione di un centro commerciale”.

Sentito telefonicamente da Bergamosera, il gruppo Percassi, impegnato a realizzare attraverso la sua controllata Stilo un centro commerciale da 170mila metri quadrati con gli australiani di Westfield nella zona dell’ex dogana, ha precisato che l’area sottoposta a sequestro “non è di proprietà del gruppo” imprenditoriale bergamasco.

L’inchiesta coordinata dai sostituti procurato di Milano Paolo Pirrotta e Grazia Pradella vede indagato Vincenzo Bianchi, presidente della società Lucchini Artoni. Il reato contestato è smaltimento illecito di rifiuti.

Secondo l’accusa, l’azienda avrebbe “realizzato e comunque gestito illecitamente e senza autorizzazione una discarica di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi attraverso ripetute operazioni di smaltimento tramite interramento, tombamento e compattazione di ingenti quantitativi di rifiuti su un’area di circa 15 mila metri quadri”. Rifiuti che, come si legge nel decreto di sequestro preventivo d’urgenza, erano stratificati e “a seconda della profondità, di diverso colore, fra cui verde ottanio e nerofumo contaminati da oli minerali dei quali non e’ stata documentata la legittima provenienza”. Secondo quanto si apprende negli ambienti giudiziari i rifiuti venivano prelevati nottetempo da alcuni autocarri e poi, dopo una tappa, venivano sepolti sotto il manto stradale della Paullese.

Sono stati sottoposti a sequestro preventivo, inoltre, sette automezzi pesanti, di proprietà o in uso alla società, che sarebbero stati utilizzati durante le operazioni di trasporto, carico e scarico dei rifiuti. Sono inoltre in corso perquisizioni e sequestri presso diverse società, nonchè acquisizioni documentali nei Comuni di Segrate e Milano.

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