iscrizionenewslettergif
Poesie

“Fulgida stella” di John Keats

Di Redazione23 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Fulgida stella, fossi fermo come tu lo sei
ma non in solitario splendore sospeso alto nella notte,
a vegliare, con le palpebre rimosse in eterno,
come paziente di natura, insonne eremita,
le mobili acque al loro dovere sacerdotale
di puro lavacro intorno a rive umane,
oppure guardare la nuova maschera dolcemente caduta
della neve sopra i monti e le pianure.
No – pure sempre fermo, sempre senza mutamento,
vorrei riposare sul guanciale del puro seno del mio amore,
sentirne per sempre la discesa dolce dell’onda e il sollevarsi,
sempre desto in una dolce inquietudine
a udire sempre, sempre il suo respiro attenuato,
e così vivere in eterno – o se no venir meno nella morte.

“Angelo” di Emily Dickinson

Emeralddream Non posso essere sola, mi viene a visitare una schiera di ospiti, non sono registrati, non usano la ...

“Il cuore che ride” di Charles Bukowski

light-in-darkness La tua vita è la tua vita. non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina ...