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Poesie

“Sonetto 116” di William Shakespeare

Di Redazione17 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Non sarà che al matrimonio di animi costanti
io ponga impedimenti: non è amore quell’amore
che muta quando scopre i mutamenti
o tende a ritirarsi se l’altro si ritira.
Oh no, esso è un faro per sempre fisso
Che guarda alle tempeste e mai ne è scosso;
è la stella polare per ogni nave errante,
e il suo valore resta ignoto, anche se l’altezza ne sia presa.
L’amore non è lo zimbello del tempo, anche se rosee labbra e guance
Cadono nel compasso della sua falce ricurva;
l’amore non muta con le sue brevi ore e settimane,
ma resiste fino all’orlo del giudizio.
Se questo è errore e mi sia provato,
io non ho mai scritto e nessuno ha mai amato.

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00203a Cuore, cuore sconvolto da tormenti che non hanno rimedio, risollevati, resisti ai tuoi nemici, protendendo contro di loro ...

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