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Economia

La Chiesa pagherà l’Ici sugli immobili commerciali: stangata da 700 milioni

Di Redazione16 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mario Monti

Mario Monti

ROMA — Qualcuno dice 100 milioni. Secondo altre stime sarebbero addirittura 700. Fatto sta che anche la Chiesa dovrà presto pagare l’Ici sugli immobili in cui svolge attività commerciale. Lo ha annunciato il premier Mario Monti.

“L’esenzione fa riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale; l’abrogazione di norme che prevedono l’esenzione per immobili dove l’attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente; l’esenzione limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale; l’introduzione di un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal ministro dell’Economia e delle finanze circa l’individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno di uno stesso immobile. Il presidente Monti – si legge ancora sul sito del governo – auspica che l’iniziativa del governo permetta alla Commissione europea di chiudere la procedura aperta nell’ottobre 2010”.

A stretto giro la replica della Cei (Conferenza episcopale italiana) secondo cui “ogni intervento volto a introdurre chiarimenti alle formule vigenti sarà accolto con la massima attenzione e senso di responsabilità”. “Ci auguriamo – prosegue la Cei – che sia riconosciuto e tenuto nel debito conto il valore sociale del vasto mondo del no-profit”, aggiungono i vescovi.

L’esenzione dell’Ici vale, secondo il giornale cattolico Avvenire, circa 100 milioni di euro. In realtà, sul reale valore dell’Ici della Chiesa da anni va avanti un vero e proprio balletto di cifre. Mario Staderini dei Radicali, promotore di un’indagine sulle proprietà del Vaticano sostiene che ci sono alberghi e strutture in uso alla Chiesa inspiegabilmente esenti dall’Ici. L’Associazione comuni italiani ah dati a disposizione, secondo i quali il mancato introito per le esenzioni Ici alla Chiesa da parte dello Stato era di 400 milioni nel 2005, di 700 con l’attuale rivalutazione degli estimi catastali.

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