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Sanremo: Celentano attacca i giornali cattolici (video)

Di Redazione15 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Adriano Celentano sul palco del Festival di Sanremo

Adriano Celentano sul palco del Festival di Sanremo

SANREMO — Il personaggio ha sempre fatto discutere e anche stavolta non si è smentito. Adriano Celentano dal palco del Festival di Sanremo le spara grosse, con attacchi durissimi a giornali come “Avvenire” e “Famiglia Cristiana”, definiti “inutili”, testate “ipocrite” e che, ha detto esplicitamente, secondo lui “devono chiudere”.

Attacca anche la Consulta il “molleggiato”, in compagnia di Gianni Morandi e Rocco Papaleo, per aver bocciato il referendum sulla legge elettorale. Prima un turbine d’immagini di guerra, bombe, distruzione e morte. Poi parte il primo attacco. Bicchiere in mano, occhiali, impermeabile, Celentano ha esordito dicendo “se c’è una cosa che non sopporto, non solo dei preti ma anche dei frati, è che nei loro argomenti, quando fanno la predica non parlano mai della cosa più importante, cioè del motivo per cui siamo nati, quel motivo nel quale è insito il cammino verso il traguardo, quel traguardo che segna non la fine di un’esistenza ma l’inizio di una nuova vita. I preti non parlano mai del paradiso, quasi come a dare l’impressione che l’uomo sia nato per morire. Ma noi non siamo nati per morire, siamo nati per vivere. Che vita è questa qua? Lo spread, l’economia…”.

Quindi si scaglia contro i giornali definiti “inutili” dicendo che “Avvenire, Famiglia Cristiana andrebbero chiusi definitivamente” perché “si occupano di politica e delle beghe del mondo senza contare i malati terminali, che anche se non lo dicono, loro sono consapevoli di cio’ a cui stanno andando incontro. Loro però, Famiglia Cristiana e l’Avvenire, non la pensano così. Per loro il discorso di Dio occupa poco spazio, lo spazio delle loro testate ipocrite, le critiche che fanno a uno come don Gallo che ha dedicato la sua vita, ancora adesso, per aiutare gli ultimi, e di ultimi ce ne sono tanti”.

Poi interviene anche Morandi: “Non è stata una cosa molto bella che la Consulta ha boccato i referendum. Ha tolto la parola ai cittadini, non si possono buttare nel cestino un milione 200mila firma. Se pensi che ne bastano 500mila per dare la parola al popolo, figurati che errore ha fatto al Consulta”.

Celentano ha intervallato il suo discorso con brani musicali, “alleggerendo” il clima. Poi un nuovo affondo: “La Merkel e Sarkozy impongono l’acquisto delle loro armi”, “impongono ai cittadini greci enormi sacrifi se vogliono restare nell’euro, come riferisce il Corriere della Sera. Vogliamo un’Europa cinica e armata fino ai denti?”.

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