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Bergamo, agricoltura: due terzi dei campi seminati a mais

Di Redazione13 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lavori nei campi

Lavori nei campi

BERGAMO — È tempo di previsioni per le prossime semine primaverili. Abia-Confai ha diffuso le proprie stime su ciò che gli agricoltori della nostra provincia potrebbero decidere di seminare a partire dal prossimo mese.

“Innanzitutto occorre ricordare che in Bergamasca l’ammontare complessivo della superficie a seminativo è attualmente pari a oltre 36.000 ettari, circa 2.000 ettari in meno rispetto a dieci anni fa – dichiara Leonardo Bolis, presidente bergamasco e nazionale dei contoterzisti agrari –. I dati del recente censimento agricolo dimostrano quindi un’avvenuta diminuzione di circa 200 ettari all’anno, principalmente nelle aree di pianura, dove si concentrano le colture a seminativo”.

Per Abia anche quest’anno a farla da padrone sarà il mais, che nel 2011 nella nostra provincia aveva raggiunto la ragguardevole quota di 24.000 ettari seminati. “Si tratta di una soglia che potrebbe essere ragionevolmente raggiunta anche nel 2012 – fa notare Bolis – anche se, per effetto della neve, le semine slitteranno dai primi di marzo alla seconda metà del prossimo mese”.

Ad ogni modo una certa incidenza sulle decisioni di semina potrebbero esercitarla le variabili dei prezzi e del fabbisogno idrico. “Cosa finirà nei campi lo decideranno per certi versi anche i prezzi che il mercato corrisponde agli agricoltori – ricorda Bolis -. Si stanno verificando aumenti sui listini, tanto che i contratti fino a giugno 2011 indicavano una quotazione del mais sui 190 euro la tonnellata, mentre ad oggi si parla di cifre intorno ai 210 euro”.

Non si capisce fino in fondo il perché di questo trend crescente – commenta Abia – dal momento che i magazzini sono pieni e non c’è una grande domanda. “Eppure i prezzi salgono – afferma Bolis –, forse trainati anche dalle recenti difficoltà nella logistica dei trasporti. Staremo inoltre a vedere quale destino toccherà quest’anno alla soia, ora che il prodotto dai 385 euro la tonnellata sta per superare quota 400 euro”.

Un capitolo a parte riguarda il fabbisogno idrico. “Irrigare comporta un considerevole dispendio di gasolio, che di questi tempi non è certo economico – spiega Enzo Cattaneo, direttore di ABIA –. Il mais richiede molta acqua, mentre la soia no. Quest’ultima potrebbe quindi recuperare un po’ di terreno, senza comunque intaccare il netto predominio del mais nella nostra provincia”.

Per l’associazione dei contoterzisti agrari avremo anche una campagna di semine più eco-sostenibile che in passato, in particolare grazie alla crisi. “L’utilizzo dei concimi è in drastico calo – rileva Cattaneo -, oltre che per una più diffusa sensibilità per l’ambiente, che pure gioca un ruolo importante, soprattutto per il contenimento del costo dei fattori di produzione. La parola d’ordine è: risparmiare”.

Da questo punto di vista il ruolo delle imprese agromeccaniche sarà cruciale. “I contoterzisti professionali – conclude Cattaneo – sono gli unici che hanno le attrezzature idonee per svolgere in una sola operazione la semina e la concimazione localizzata vicino alla pianta. Quest’anno c’è una richiesta sistematica di queste tecnologie proprio per limitare i costi. Infatti, con un taglio del 50 per cento delle unità fertilizzanti di fosforo e potassio, il risparmio si aggira intorno ai 150 euro per ettaro”.

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