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Politica

Congresso Pdl, Laici-formigoniani: la forbice è di cinque punti

Di Redazione11 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Tutto pronto per il congresso provinciale del Pdl

Tutto pronto per il congresso provinciale del Pdl

BERGAMO — Sarà un congresso teso, questo è fuor di dubbio. Se non altro per l’effettiva vicinanza fra i due schieramenti in campo, quello dei laici guidati da Enrico Piccinelli e Paolo Franco e quello dei formigoniani del ticket Capelli-Mangano.

Difficile fare previsioni sull’esito del congresso provinciale del Pdl che si terrà domani, a partire dalle 9 del mattino per terminare alle 23, alla Fiera di via Lunga. Tutto dipenderà dal numero di persone che le coalizioni riusciranno a portare alle urne. Sono una quindicina i seggi già pronti in Fiera. Ma se l’afflusso dovesse raggiungere solo la metà degli iscritti, serviranno i salti mortali per far votare tutti.

Le previsioni più verosimili dicono che a votare arriveranno fra i 5 e i 7000 iscritti. Un’enormità. Ma che questo congresso sia particolarmente sentito è testimoniato dall’attivismo dei diversi gruppi sul territorio. Rumors parlano di pullman organizzati in arrivo dalla Bassa e dalle valli, sempre che una nevicata non ci metta del suo. Insomma, nessuno ci sta a perdere. E soprattutto, questo il punto politico, nessuno può permettersi di perdere per ko.

Una sconfitta in stile Caporetto per i formigoniani significherebbe il de profundis sull’ascesa politica di Marcello Raimondi. L’assessore regionale si è particolarmente speso in questa fase precongressuale. E, a questo punto, si gioca tutto anche nei confronti di Roberto Formigoni. Una debacle per i laici, invece, significherebbe un ridimensionamento delle ambizioni politiche di uno schieramento che ha chiesto maggior rappresentatività negli esecutivi del partito.

La battaglia si gioca su due aspetti importanti. Dal punto di vista numerico, i gruppi di Paolo Franco e Alessandro Sorte dovrebbero essere in grado d’impattare la forza d’urto dei raimondiani. Toccherà poi ai gruppi restanti fare la differenza, fra giochi di specchi e intrighi sotterranei.

Alla fine si tratterà, probabilmente, di una vittoria ai punti. La previsioni più verosimili parlano di una forbice di quattro-cinque punti: 52 a 48 o 53 a 47. Ma le variabili in gioco – ambientali, politiche e personali – sono talmente elevate che è impossibile stabilire a favore di quale schieramento penderà la bilancia. Tutto avverrà sotto gli occhi vigili di Osvaldo Napoli, inviato dal nazionale a fare da garante alla consultazione elettorale.

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