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Esteri

Svizzera: blocco alla centrale atomica, allarme rientrato

Di Redazione9 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La centrale atomica di Muehleberg

La centrale atomica di Muehleberg

BERNA, Svizzera — Sono state ore di apprensione in Svizzera per un allarme alla centrale nucleare di Mühleberg. Il sistema d’arresto automatico dell’impianto è scattato alle 13.45 fermando il reattore, dopo che si era interrotta l’alimentazione di acqua.

Il blocco, ha reso noto il gestore della centrale atomica, non è riconducibile a un guasto. È stato causato da un’incomprensione durante un’ispezione periodica al sistema di raffreddamento. Secondo la versione, gli addetti hanno proceduto al rilevamento in un punto non previsto, ha spiegato un portavoce. Non c’è stata nessuna fuga radioattiva e il reattore “è in uno stato stabile e sicuro”, ha aggiunto.

L’arresto automatico di un reattore non è un episodio raro in Svizzera. Dalla fine degli anni Sessanta, quando le centrali elvetiche sono state realizzate, è accaduto almeno una volta ogni anno. Solo nel 2006, 2010 e 2011 non si sono verificati casi analoghi. A Mühleberg non accadeva dal 2007.

In serata l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare ha dato il suo nullaosta alla ripresa dell’attività della centrale atomico.

Nei giorni scorsi, intanto, la Confederazione e i cantoni hanno trasmesso un dossier informativo a oltre un milione di persone che abitano nei pressi delle centrali nucleari svizzere: Beznau (a Döttingen, canton Argovia), Gösgen (tra Olten e Aarau, nel canton Soletta), Leibstadt (canton Argovia) e Mühleberg (canton Berna).

Oltre 630mila famiglie hanno ricevuto un dossier informativo corredato da una confezione di pastiglie di iodio, che spiega cosa fare in caso di incidente nucleare.

Ecco quanti riporta lo scritto:
1) La prima cosa da fare, la più importante, è ascoltare la radio. Le autorità diffondono le informazioni in diretta attraverso questo canale. Va evitato l’uso eccessivo del telefono per non sovraccaricare la rete. Vanno avvisati tutti i vicini di casa.
2) Restare in casa, chiudere le finestre e le porte. Spegnere le ventilazioni.
3) Recarsi nel rifugio atomico, se lo stabile in cui si abita ne è provvisto. Un rifugio atomico assicura una protezione due volte superiore alla cantina e protegge cinque volte di più rispetto all’appartamento.
4) Portarsi appresso pastiglie di iodio e ingerirle se l’istruzione viene data attraverso la radio. Lo iodio riduce l’irradiamento della ghiandola tiroidea.
5) E’ possibile il consumo di acqua potabile e del cibo che si ha in casa.”

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