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Politica

Congresso Pdl: la candidatura di Capelli riapre i giochi dell’unitario (o giù di lì)

Di Redazione3 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Angelo Capelli

Angelo Capelli

BERGAMO — Tutto come da copione. E’ il sindaco di Ponte Nossa Angelo Capelli il candidato dei formigoniani al prossimo congresso provinciale del Pdl che si terrà domenica 12 febbraio alla fiera di Bergamo.

La candidatura ufficiale di Capelli è arrivata ieri sera davanti ai delegati riuniti alla Casa del giovane di Bergamo. Dire che si è trattato di primarie è azzardato. Ma tant’è, l’elezione di Capelli, raimondiano doc, è arrivata insieme a quella, altrettanto prevista, di Basilio Mangano nel ruolo di vice.

Ora, al di là della candidatura in sé, che era data per certa da mesi (Bergamosera ve l’aveva anticipata per primo nel lontano settembre scorso e confermata due settimane fa), è il dato politico che ci interessa. La candidatura di Capelli sancisce la supremazia, dentro i formigoniani, degli uomini di Marcello Raimondi. La domanda da porsi però a questo punto è: Capelli sarà in grado di coagulare attorno a sé l’interno schieramento che si rifà al Celeste?

I dubbi sono più d’uno. Il sindaco di Ponte Nossa, come noto, non è gradito a tutti gli alleati. I sostenitori di Flavio Bizzoni, sindaco di Castelli Calepio, non lo amano. Gli uomini di Marco Pagnoncelli, nelle segrete stanze, storcono il naso. Capelli d’altronde è un personaggio di per sé: o lo si ama o lo si odia, non solo politicamente.

Più che una candidatura di coesione, quella di Capelli è parsa come la candidatura di una parte, quella peraltro maggioritaria, dei formigoniani. Il problema è che in questo congresso, visto l’oggettivo equilibrio, anche le minoranze dei singoli schieramenti saranno determinanti.

Il risultato di questa condivisione solo parziale è che l’esito del congresso è ancor più aleatorio di quanto fosse in precedenza. E a questo punto comincia a intravedersi di nuovo la possibilità di un unitario “forzato”, o qualcosa di simile in parte, che salvi capra e cavoli.

Salverebbe i formigoniani che, con una candidatura così radicale come quella di Capelli potrebbero perdere pezzi importanti, importantissimi del loro schieramento, rischiando di finire nell’angolo. Salverebbe Marcello Raimondi e raimondiani che hanno sì una leadership assoluta, ma fin troppo assoluta, su uno schieramento che si compone anche dei laici di Marco Pagnoncelli, esponente politico notoriamente poco incline a subire altrui egemonie.

In un eventuale showdown con i laici, lo abbiamo già scritto, l’assessore regionale si giocherebbe tutto. D’altronde, dalle parti del Pirellone corrono voci che a Formigoni sia stata promessa una vittoria schiacciante in Bergamasca: 80 a 20 o, se va male, 70 a 30. Mentre proprio sul Celeste nelle ultime ore sarebbero piovute pressioni per un rinvio di una settimana del rimpasto di giunta, in attesa dell’esito del congresso di Bergamo.

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