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Politica

Congresso Pdl: tensione alle stelle. I consiglieri provinciali chiedono la verifica

Di Redazione1 febbraio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le bandiere del Pdl

Le bandiere del Pdl

BERGAMO — Sale la tensione nel Pdl di Bergamo a due settimane dal congresso. I consiglieri provinciali, in blocco, hanno spedito un documento al segretario provinciale Carlo Saffioti in cui chiedono una verifica interna al partito, dopo gli attacchi a mezzo stampa portati dal papabile candidato dei formigoniani Angelo Capelli.

Il raimondiano, in più di un’intervista, aveva attaccato duramente i laici del Pdl per la vicenda delle 3500 tessere senza documento d’identità (sanabili in sede congressuale) che Capelli attribuisce arbitrariamente agli avversari. Sulla questione della territorialità, poi, Capelli ha sostenuto pubblicamente che i formigoniani sarebbero rappresentativi del territorio e della base del partito. E a L’Eco aveva aggiunto testualmente: “Diciamola tutta, abbiamo vissuto con grandi arrabbiature le ingerenze spesso becere di chi ha preso decisioni in passato: la prepotenza stupida di chi arriva spiegandoti come funzionano le cose a casa tua”.

Un attacco diretto alla segreteria di Saffioti e Macconi e allo schieramento avversario che i consiglieri provinciali, eletti con i veri voti del territorio, giudicano inaccettabile. Per questo l’intero gruppo consiliare in via Tasso – composto da Giuseppe Bettera, Alessandro Sorte, Matteo Oriani, Giuseppe Mittiga, Elianora Prevedoni, Adriano Monticelli e Luigi Pisoni – ha preso carta e penna e chiesto una verifica al coordinatore provinciale. E’ la prima volta che accade in questa legislatura. Un’opzione sofferta, spiegano fonti interne al Pdl. Ma segnale forte dettato dalla necessità di valutare alcune posizioni e taluni atteggiamenti dello schieramento formigoniano, decisamente al di sopra delle righe e poco adatti a un partito che si vorrebbe moderato. E verificare se, a questo punto, al giro di boa l’esecutivo provinciale, versante Pdl, abbia ancora la maggioranza dei suoi consiglieri.

Il riferimento agli assessori provinciali raimondiani è evidente. Sullo sfondo, s’intravede la questione dell’effettiva rappresentatività degli schieramenti in Provincia. Tutti gli eletti in via Tasso appartengono al gruppo laico. Ma due soli assessorati sono andati a Piccinelli e soci, contro i tre assegnati agli uomini di Marcello Raimondi e allo schieramento formigoniano. Da qui l’esigenza di un riequilibrio che si tradurrà probabilmente in un rimpasto. Anche perché la questione politica posta dai consiglieri provinciali in blocco ora è se i due assessori raimondiani (Zucchi, Romanò) e il formigoniano Gandolfi condividano le posizioni di Capelli e siano davvero rappresentativi del territorio e del partito, o solo di una parte.

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