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Editoriali Politica

Congresso Pdl Bergamo: pesa l’aria di sfida all’ok Corrall

Di Redazione30 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Acque agitate dentro il Pdl di Bergamo

Acque agitate dentro il Pdl di Bergamo

A fronte dell’ormai probabile celebrazione del Congresso Provinciale del PDL,mi permetto di fare alcune osservazioni di carattere tecnico e politico. Il numero d’iscritti – 17.000 -, avrebbe dovuto suscitare reazioni positive da parte della dirigenza pidiellina, perchè in momenti di vacatio della politica sono da intendersi come una risorsa, una base sulla quale costruire un progetto di rilancio – non pro domo qualcuno – ma per il territorio tutto, che solo sa quanto ne ha bisogno.

Sono partite invece scariche d’invettive, sospetti, persino minacce di denunce, causa anche un numero sinceramente esagerato di tessere sospese. Ai tempi della tanto vituperata Prima Repubblica, specie in presenza di un forte tesseramento e di proposte congressuali diversificate, si tenevano assemblee nelle sezioni e si consentiva ad ogni iscritto di partecipare attivamente alla vita del partito. Così facendo (salvo rare eccezioni) venivano a cadere ogni tipo di illazioni sulla veridicità delle iscrizioni. S’individuavano, per delega, i papabili candidati agli organismi sovracomunali; si portava la corretta informazione dando la possibilità a chiunque d’intervenire e di portare il proprio contributo, all’interno di un sano e dibattuto confronto democratico.

Ma ve l’immaginate sta marea di persone in Fiera? 17.000 persone come per Atalanta-Milan… Forse una grande “festa”, d’accordo, ove senza voler ostracizzare nessuno i lavori asssembleari si ridurranno giocoforza al recarsi all’urna. Al di là degli aspetti procedurali ciò che più mi preoccupa, e che spero venga chiarito in sede dibattuale, è il futuro progetto politico-partitico che ha bisogno di contenuti coraggiosi: e per far ciò c’è bisogno dell’apporto di tutti.

Non condivido pertanto quell’aria da sfida “all’Ok Corral”l che grava sul congresso provinciale. Troppa gente è impegnata a trovar difetti nelle persone, dimenticando che è l’apparato nel suo insieme che va giudicato al termine di un percorso politico. Continuare ad invocare Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Roberto Formigoni, tanto per farlo, ci fa sembrar tutti dei bambini che si nascondono dietro la sottana della mamma.

Non è più tempo di scuse totemiche; non è più tempo per tutti quelli che han preso il proprio talento e l’hanno sotterrato nell’orticello;non è più tempo per i cari leader che poi finiscono imbalsamati. Dobbiamo senza infingimenti trovare ciò che ci unisce,perchè senza identità non saremo credibili nemmeno a noi stessi. Nel riprendere le parole di Papa Ratzinger “l’impegno per il ristabilimento dell’unità è un dovere e una responsabilità per tutti…Pur sperimentando ai nostri giorni la situazione dolorosa della divisione, noi cristiani possiamo e dobbiamo guardare con speranza al futuro”.

L’unità non significa necessariamente unitarietà ma, alla luce dei vari enunciamenti sino ad ora ascoltati, consiglierei di assumere come documento congressuale “Caritas in veritate” che è di gran lunga superiore alle tesine in campo. L’evangelizzazione non passa attraverso il tesseramento alla Pdl od alla Cdo, e degli scontri per il potere fine a sè stesso la base è disinteressata e nauseata.

Cento generali e colonnelli rischiano di giocare a risiko fra di loro,distanti come sono dalla natura popolare del nostro elettorato. Scendere nello specifico rischia di divenire una mera elencazione senz’anima, non dimenticando che il Pdl controlla Regione,Provincia,capoluogo e le più città importanti della bergamasca e che pertanto non ha alibi.

Volare alto ma sporcandosi le mani,cosiccome se le sporca chi lavora;affiancare e non delegare le associazioni umanitarie,con lo spirito contadino dei nostri nonni che faceva condividere la fetta di polenta ed un ciocco di legno,nel segno della vera solidarietà e sussidiarietà;agire per il bene comune,non come slogan,ma come direttrice morale sentita e riconoscibile: le woolfiane gite al faro, lasciamole ai salottieri.
Cordiali saluti,

Giovanni Senziani

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