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Politica

Pdl Bergamo, chi ha paura del congresso?

Di Redazione27 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le bandiere del Pdl di Bergamo

Le bandiere del Pdl di Bergamo

BERGAMO — Si sta decisamente appesantendo il clima fra i due schieramenti che si fronteggeranno al prossimo congresso provinciale del Pdl, in programma il 12 febbraio alla fiera nuova di Bergamo.

La tensione sta salendo dopo alcuni articoli apparsi nei giorni scorsi sulla stampa in cui i formigoniani, sotto per numero di tesserati, accusano gli avversari laici di avere nelle loro fila 3500 tessere prive del documento d’identità.

A dire il vero, il regolamento del Pdl stabilisce che per votare al congresso basta presentare un documento identificativo anche la mattina stessa della consultazione elettorale, come peraltro avviene nella maggior parte dei partiti italiani. Ma non è l’aspetto formale e guiridico su cui premono i formigoniani. La questione, per loro stessa ammissione, non è procedurale, bensì politica e di metodo.

E così, nei giorni scorsi dalle colonne de L’Eco sono partiti attacchi frontali agli avversari. Poi, tutto di colpo, ecco spuntare la questione degli elenchi contenenti i numeri di cellulare degli iscritti, “impropriamente” diffusi da qualche esponente di vertice del partito e probabilmente finiti nelle mani dei giornali.

I due episodi paiono separati. Ma a ben vedere, potrebbero far parte della stessa strategia. Una strategia tesa a far saltare il congresso. E’ già accaduto a Vicenza, dove la questione dei tesserati senza documento e di alcuni del tutto ignari del tesseramento ha richiesto l’intervento della magistratura. Risultato: congresso messo in discussione a tutto vantaggio di coloro che in partenza risultavano penalizzati dal tesseramento stesso. Allo stesso modo, il fatto che persino qualche giornale sia entrato in possesso dell’elenco degli iscritti, potrebbe essere motivo sufficiente per montare uno scandalo atto a bloccare la consultazione elettorale, sostengono gli osservatori più attenti. A maggior ragione, la possibile presentazione di un esposto alla magistratura per violazione della privacy.

Insomma, pare che il congresso sia ancora appeso a un filo molto, molto sottile.

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