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Salute

L’ottimismo è un difetto cerebrale

Di Redazione27 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'ottimismo dipende dal cervello

L'ottimismo dipende dal cervello

L’ottimismo è una questione cerebrale. La scoperta, a tratti sorprendente, arriva da un gruppo di studiosi del ”Wellcome Trust Centre for Neuroimaging” dell’University College London (Regno Unito).

Lo studio, pubblicato su “Nature Neuroscience”, dimostra che una funzione “difettosa” dei lobi frontali porta a essere ottimisti, sempre e in maniera inguaribile.

I ricercatori hanno sottoposto i 19 volontari a risonanze magnetiche mentre li informavano di eventi spiacevoli di diversa gravità (diagnosi di cancro, di Parkinson, furto d’auto). Il gruppo monitorato ha poi compilato un test volto a rilevare il livello di ottimismo di ognuno. Durante la seconda parte dell’esperimento è stata annunciata una seconda notizia che peggiorava o migliorava quella ricevuta nella prima parte dello studio. Ebbene, i partecipanti mostravano una maggiore attività nei lobi frontali del cervello quando le seconde informazioni erano migliori delle prime, quando le nuove notizie erano invece peggiori delle prime, più ottimisti risultavano i partecipanti, più le loro regioni cerebrali frontali tendevano a non considerarle.

Tali Sharot, tra le firme dello studio, ha commentato:”Vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto può essere una cosa positiva, perché è un meccanismo che riduce lo stress e l’ansia e questo è un bene per la nostra salute. Ma può anche portare a intraprendere meno facilmente azioni precauzionali, come praticare sesso sicuro o mettere da parte i soldi per la pensione”.

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