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La Costa accusa Schettino: voleva concordare una versione per le autorità

Di Redazione26 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'enorme ferita nella Costa Concordia

L'enorme ferita nella Costa Concordia

ISOLA DEL GIGLIO — Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino “voleva condividere con me una posizione da tenere con le autorità”. Lo denuncia il responsabile delle operazioni marittime di Costa Crociere, Roberto Ferrarini.

Secondo le dichiarazioni scritti fornite ieri alla Commissione Lavori pubblici del Senato, “Schettino voleva dire che la nave aveva prima subito un blackout, a seguito del quale aveva urtato un basso fondale”.

Sono 17 le telefonate fra Schettino e Ferrarini dopo l’incidente. La prima alle 21.57, quando il comandante dice al responsabile della Costa di aver urtato uno scoglio.

Secondo la versione di Ferrarini, alle 22.35 “ricevetti con sorpresa una telefonata, confermata in quella delle 22.45, sull’intenzione di dare l’abbandono della nave”. Sempre secondo il funzionario della Costa, nell’ultima chiamata telefonica dell’1.35 “Schettino cercava di aggiornarmi sulla situazione, in maniera non attendibile, perché si trovava già sull’isola del Giglio”.

L’inchiesta della procura di Grosseto intanto prosegue e non sono esclusi nuovi indagati. Schettino resta agli arresti domiciliari a Sorrento, mentre il primo ufficiale Ciro Ambrosio verrà interrogato domani. Nel frattempo La difesa di Francesco Schettino ha formalizzato la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per il comandante della Costa Concordia.

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