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Editoriali Politica

Congresso Pdl, il territorio e il mappamondo al contrario

Di Redazione24 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le bandiere del Pdl

Le bandiere del Pdl

Territorio, territorio e ancora territorio. E’ il liet motiv a cui stanno facendo ricorso alcuni leader del Pdl di Bergamo in vista del prossimo congresso provinciale del 12 febbraio. Giurano e spergiurano che d’ora in poi, con loro, il partito sarà vicino ai militanti in città e provincia, ai problemi reali riscontrati da amministratori e gente comune in Bergamasca.

Ma chi può dirsi davvero “titolare” del territorio? La nostra analisi, precisiamo, esulerà dalle effettive capacità e competenze e si limiterà alle provenienze dei protagonisti.

La rosa dei venti, per esempio, pare non sia il punto forte dei formigoniani se è vero come è vero che all’ente Parco delle Orobie hanno sostenuto l’ex assessore provinciale all’Ambiente Alessandra Salvi, che viene dall’Isola bergamasca.

Sempre fra i formigoniani, l’assessore regionale Raimondi ha fatto sapere in un comunicato stampa che il gruppo sceglierà “un candidato che sia vera espressione del territorio”. Sarà un’inversione di tendenza, visto che i precedenti non depongono a favore: gli assessori raimondiani al Comune e alla Provincia di Bergamo sono rispettivamente Leonio Callioni (di Azzano San Paolo) e Massimo Romanò di Lainate (Milano).

E poi c’é la promessa dello schieramento, il sindaco di Ponte Nossa Angelo Capelli, che oltre ad essere il papabile candidato dei formigoniani è stato nominato nella Ipb, società pubblica che si occupa dell’interconnessione fra la Pedemontana e la Brebemi. Interconnessione che, detto per inciso, avverrà in territorio trevigliese, 40 chilometri più a Sud di Ponte Nossa: ma qualcuno sostiene che dalle alture della Valseriana l’autostrada si vede meglio.

Sul versante laico, manderebbero in confusione persino Magellano le scelte del coordinatore provinciale Carlo Saffioti che ha sostenuto la fedelissima Elena Zanardi al Parco dei Colli. La Zanardi è di Urgnano, zona più piatta della tundra siberiana: eppure l’hanno messa a parlare di Colli sopra la città di Bergamo.

Tutte persone degnissime, intendiamoci. E invero con competenze specifiche adeguate ai ruoli. Ma non proprio “assi nella manica” per chi sproloquia di “territorialità”. Sarà la globalizzazione. A noi, più modestamente, pare che nessuno dentro il Pdl di Bergamo in questo momento possa davvero dirsi titolare del “territorio”. Eppure, alcuni pedissequamente insistono: “Noi rappresentiamo il territorio”. Che abbiano la cartina della Bergamasca girata al contrario?

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