iscrizionenewslettergif
Bergamo

Convegno Italcementi: ripartire dall’economia reale

Di Redazione23 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una fabbrica

Una fabbrica

BERGAMO — Ripartire dall’economia reale, per ritrovare la strada della crescita e consentire all’Italia e all’Europa di mantenere le conquiste sociali e il benessere ottenuti grazie allo sviluppo industriale nel Novecento. Questo il messaggio che viene dal convegno annuale della Fondazione Italcementi intitolato “Industria: un’impresa. L’economia reale dal presente al futuro prossimo”, che ha visto a Bergamo un confronto tra imprese, sindacati e cultura.

“L’industria capace di segnare tassi di crescita significativi e di creare nuove opportunità di benessere è destinata a essere prerogativa solo dei mercati emergenti? Il nostro Paese è in grado di riposizionarsi sulla strada di una crescita vera, con l’economia reale al centro di un modello di sviluppo sostenibile?”. Questi gli interrogativi da cui è scaturito il confronto, partito da una analisi sui cambiamenti che hanno investito l’Italia, l’Europa e l’Occidente negli ultimi anni.

“Per decenni nella nostra cultura la fabbrica è stata motivo d’orgoglio e l’industria italiana si è fatta conoscere e apprezzare nel mondo per qualità e capacità innovativa, creando ricchezza e posti di lavoro. Poi l’Occidente ha ceduto al fascino della deindustrializzazione, e del creare soldi dai soldi” è emerso dal convegno.

Dopo l’apertura del presidente della Fondazione, Giovanni Giavazzi, sono stati i contributi dell’economista Raghuram Rajan e del vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi a introdurre la tavola rotonda coordinata da Gianni Riotta. Nel corso del confronto, sono emerse le posizioni del sindacato portate da Susanna Camusso e dell’Industria, illustrate da Emma Marcegaglia; la visione accademica portata da Giorgio Barba Navaretti (Università degli Studi di Milano) e Carlo Dell’Aringa (Università Cattolica di Milano); l’esperienza imprenditoriale di Oscar Farinetti (fondatore di Eataly) e di Edoardo Nesi (che ha narrato la sua vicenda imprenditoriale del libro “Storia della mia gente”, Premio Strega 2011).

Una visione particolare è stata data dall’attore Giacomo Poretti, che pur con toni lievi ha saputo raccontare con uno sguardo disincantato l’esperienza di vita nell’industria lombarda e il suo mutar di pelle con l’avvento di una società orientata sempre più al consumismo.

La chiusura del convegno è stata del presidente di Italcementi Group, Giampiero Pesenti: “Dal confronto di oggi sono emersi chiaramente tre elementi cruciali sui quali è necessario focalizzarci: la necessità di profondi mutamenti riguardanti l’efficienza degli interventi governativi; l’importanza di una adeguata formazione per gli individui; la stabilità del sistema finanziario. Si tratta di interventi indispensabili per un grande cambiamento che possa preservare il benessere che abbiamo raggiunto”.

“L’attenzione e l’interesse con cui il convegno è stato seguito – ha concluso Pesenti – testimoniano ancora una volta la percezione condivisa di quanto siano necessari un confronto e una responsabilizzazione che coinvolgano mondo imprenditoriale, sindacale, accademico e della società civile soprattutto con l’obiettivo di aprire prospettive positive alle future generazioni”.

Uccise il cognato e ferì la sorella: ergastolo per Quistini

Il tribunale di Bergamo BERGAMO -- E' stato condannato all'ergastolo Dionisio Quistini, il 68enne di Gorno che durante una ...

Incidente in via Autostrada: giovane in Vespa grave

L'ambulanza BERGAMO -- Grave incidente sabato sera a Bergamo, in via Carnovali. Un'auto guidata da un ...