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Bergamo

Tasse beffa, metà dell’Imu va allo Stato: il Comune perde 4 milioni

Di Redazione20 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo

Palazzo Frizzoni, sede del Comune di Bergamo

BERGAMO — Altro che tassa locale. La metà dell’Imu, l’imposta che è andata a sostituire l’odiosa e odiata Ici, finirà nelle casse dello Stato. E alla fine i Comuni ci rimetteranno un sacco di quattrini. Per questo il Pdl si è mobilitato, per chiedere che quei soldi restino ai Comuni.

“La tassa ideata in origine per garantire autonomia finanziaria ai comuni e dare così attuazione al Federalismo Fiscale si è trasformata in una nuova fonte di finanziamento per lo Stato centrale: insomma, da un lato, i Comuni dovranno accertare e riscuotere l’imposta; dall’altro, dovranno versare il 50 per cento del gettito all’erario statale” denuncia il Pdl di Bergamo in una nota stampa.

Così, i consiglieri del Popolo della Libertà a Palafrizzoni hanno deciso (insieme alle altre forze di maggioranza) di presentare una mozione urgente nella prossima seduta del Consiglio cittadino, il 23 gennaio. Lo scopo è quello di sollecitare l’amministrazione comunale a “verificare in ogni sede la dubbia costituzionalità dell’attuale ripartizione del gettito Imu e sensibilizzare i parlamentari bergamaschi affinché promuovano tutte le azioni possibili per ottenere che la nuova Imu torni ad essere un tributo integralmente finalizzato a finanziare in maniera diretta i comuni in modo da favorire la loro autonomia finanziaria o che sia quantomeno innalzata la quota di gettito Imu di spettanza comunale”.

“Dalle prime proiezioni – sostiene Di Gregorio, il vicepresidente della I Commissione Consiliare (bilancio e tributi) – il Comune di Bergamo, grazie alla nuova ripartizione del gettito Imu, perderà attorno ai 4 milioni di euro rispetto a quanto incassava con l’Ici. Senza contare, poi, che l’azione riscossiva ha un costo quantomeno a livello di stipendi del personale dedicato. In poche parole, oltre al danno (l’onere di dover riscuotere), la beffa (non poter usare quanto riscosso per i cittadini di Bergamo)”.

«Se fino alla manovra “Salva Italia” – commenta il capogruppo del Pdl Giuseppe Petralia – il Governo si limitava a ridurre i fondi stanziati dal Governo ai comuni, con l’ultima manovra, lo Stato ha iniziato a trasformarci in esattori per suo conto. Mai si era visto un tributo proprio dei Comuni trasformato in tributo a finanziamento dello Stato. Peraltro, in barba all’articolo 119 della Costituzione Italiana. In questo modo, il Governo ha chiaramente seppellito il Federalismo municipale, e, ironia della sorte, lo ha fatto proprio usando lo strumento che era stato messo a punto per realizzarlo. Così, lo Stato drenerà ancor più risorse, obbligando i Comuni a fare il lavoro sporco per suo conto. Nemmeno i più scaltri al gioco delle tre carte avrebbero saputo fare di meglio”.

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