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Lettere Valseriana

Lizzola, vendita neve: gli abbonati alle piste protestano

Di Redazione16 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lizzola da una webcam

Lizzola da una webcam

Spett.le redazione,

sono a scrivere questa lettera dopo aver seguito in questi giorni la polemica innescata dalla vendita della neve da parte della società Lizzola sci del Comune di Valbondione alla manifestazione milanese della Coppa del mondo di sci di fondo e la corrispondente situazione di grave deficit di innevamento della stazione sciistica di Lizzola di Valbondione.

Non trovo nulla di riprovevole nella vendita menzionata, ma quello che più mi fa riflettere é se la medesima vendita abbia influito nella gestione della stazione di Lizzola in primis rispetto alla produzione di neve artificiale sulle piste, mai come quest’anno gravemente deficitaria per non dire assente.

Sono un frequentatore abituale di Lizzola in quanto ho una seconda casa e come tutti gli anni essendo sciatore frequento le piste da sci. Quest’anno purtroppo, il meteo inclemente oltre che la crisi economica impellente sta mettendo a dura prova la sostenibilità delle attività economiche nel settore turismo di chi vive e lavora in montagna.

A Lizzola, in particolare, a mio avviso la crisi risulta essere pericolosa per la continuità del turismo legato alla pratica dello sci alpino da discesa. La situazione venutasi a creare è a dir poco imbarazzante in modo particolare per chi ha acquistato lo stagionale anticipando di parecchi mese il costo richiesto.

Ad oggi, dopo aver aperto la stazione per le festività natalizie a Lizzola si scia su di una sola pista, si sottolinea, la pista più corta dell’intera stazione. Lizzola è da sempre stata rinomata per l’esposizione a nord delle piste e la conseguente garanzia di avere la neve sempre garantita come recitava uno slogan di qualche anno addietro.

Pare corretto sottolineare come il disorientamento degli sciatori appaia fondato, tenuto conto che anche in un recente passato Lizzola, come le altre stazioni ha vissuto periodi di forte crisi delle precipitazioni nevose e con lo stesso tipo di innevamento programmato ha affrontato e sostenuto l’innevamento di tutte le piste certamente con molti sforzi.

Nel contesto Lizzola di Valbondione ha venduto neve a milano. Ne consegue che molti sciatori, specie chi ha acquistato lo stagionale, si lamenta e qualcuno è davvero incavolato. La società sembra informalmente giustificarsi adducendo motivazioni che ai più paiono effimere ed inconsistenti, poiché l’inversione termica o altre giustificazioni addotte si verificano anche nelle altre stazioni menzionate che, invece, hanno sparato la neve.

Il fatto che il giornaliero sia venduto a 10 euro non pare un giustificativo poiché, se l’idea è quella di far pagare in base al servizio, a parere di molti sciatori incontrati sulle piste i 10 euro richiesti sono un’enormità rispetto alla proporzione dei servizi offerti in altre realtà.

La possibile eccezione può essere, come in realtà ci si sente dire, che non ci ha abbligato nessuno a venire a Lizzola a sciare. Pare che questo modo di semplificare le cose sia veramente deleterio in primis per la stazione che di fatto respinge la clientela in un modo a dir poco sconcertante.

Credo che per gli oltre 3200 sciatori che hanno acquistato lo stagionale questa situazione sia difficilmente comprensibile poiché se tutte le stazioni si trovassero nell’impossibilità di aprire nulla questio, ma la realtà che è sotto gli occhi di tutti è un’altra: solo a lizzola è aperta una pista, la più corta della stazione, mentre in tutte le altre località le piste sono tutte aperte.

Credo che questa situazione necessiti di un chiarimento da parte della società il cui assordante silenzio disorienta i clienti, in particolare i 3200 sciatori che hanno acquistato lo stagionale e che confidano, o meglio confidavano, in una gestione delle piste consona o , almeno, paragonabile a quella delle stazioni vicine come Spiazzi di Gromo o il Montepora.

LETTERA FIRMATA

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