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La Costa Concordia rischia di sprofondare per 70 metri

Di Redazione16 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Costa Concordia

La Costa Concordia

ISOLA DEL GIGLIO — “Errori di giudizio da parte del comandante”. La compagnia di navigazione Costa Crociere prende posizione dopo il disastro della Concordia che venerdì sera ha urtato fatalmente gli scogli dell’isola del Giglio, provocando cinque vittime accertate e ancora 17 dispersi.

I cadaveri di due anziani sono stati trovati nella parte sommersa della poppa della nave Costa Concordia. I sommozzatori della Guardia costiera hanno trovato i corpi senza vita mentre stavano ispezionando la zona del salone ristorante. Le due vittime avevano addosso il giubbotto di salvataggio. Nel frattempo si intensificano le ricerche, anche in vista di un peggioramento delle condizioni meteo.

I soccorritori hanno sentito altri rumori provenire da dentro la nave. Gli speleologi, che stanno controllando a una una le 1500 cabine, stanno cercando di capire da dove provengano. “Ogni secondo è buono e prezioso per trovare i superstiti, è una corsa contro il tempo, per ora il meteo ci sta aiutando”, aveva detto il comandante della Guardia costiera, Cosimo Nicastro, sottolineando che “la speranza di trovare altri superstiti c’è” e che i soccorritori sperano che nella parte sommersa della Costa Concordia “si siano formate bolle d’aria”. Poi però ha aggiunto: “C’è il rischio che la nave sprofondi a 70 metri”, rispetto al gradino su cui è appoggiato lo scafo.

Intanto la scatola nera comincia a rivelare le sue verità. Dall’inchiesta dei pm di Grosseto, coordinati dal procuratore capo Francesco Verusio titolare delle indagini, emerge che al momento dell’impatto con gli scogli la nave si trovava a 150 metri dalla riva, una distanza eccessivamente ridotta per la stazza dell’imbarcazione. Dalla scatola nera emergerebbe che l’allarme è stato lanciato intorno alle 22.43, mentre l’impatto con gli scogli si era verificato un’ora prima, alle 21.45.

Inoltre viene confermato dalla Procura che il comandante Francesco Schettino avrebbe abbandonato la Concordia ore prima del completamento del salvataggio di tutti i passeggeri a bordo, che si è concluso verso le 6 del mattino: Schettino sarebbe invece stato visto sugli scogli già intorno alla mezzanotte.
Sulla questione dell’avvicinamento delle navi da crociera all’isola del Giglio per permettere i saluti degli abitanti ai turisti, “stiamo facendo indagini su questa circostanza, la stiamo verificando”, ha detto ancora il procuratore capo.

Secondo quanto emerge dall’inchiesta, a circa 6-8 miglia dalla costa, chi si trovava al timone della nave Costa Concordia avrebbe ricevuto dal comandante l’ordine di puntare la prua dell’imbarcazione verso l’Isola del Giglio, per il consueto “saluto” della sirena agli abitanti. La nave si sarebbe diretta così troppo vicina all’Isola, finendo sugli scogli de “Le scole”, che hanno squarciato la carena con un taglio di oltre 70 metri.

Diametralmente opposta la versione del comandante che ha detto di aver portato la Concordia vicino allo costa per evitare un naufragio in mare aperto.

Per oggi è prevista una conferenza stampa degli armatori Costa. Mentre nel pomeriggio a Livorno vertice col ministro Clini sui rischi ambientali legati al naufragio.

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