iscrizionenewslettergif
Editoriali

Atalanta, con la Juventus una grande occasione

Di Redazione16 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Stefano Colantuono

Stefano Colantuono

BERGAMO – Questa volta, non servono molti giri di parole. L’Atalanta di Roma è stata la più brutta vista all’opera fino a questo momento: senza se e senza ma. Quando il portiere avversario è costretto solo a respingere un tiro rasoterra in tutti i 95’ minuti di gioco significa che da parte dei nerazzurri l’approccio è stato sbagliato. Completamente sbagliato.

Contro la Lazio s’è visto ciò che mai, in questa stagione, si era notato: giocatori con poco ardore, squadra che difficilmente cambia ritmo e alcuni uomini chiave in affanno. Più mentale, forse, che fisico: capita.

Non facciamo drammi, se avessero detto prima dell’inizio che la Dea si fosse trovata ad un turno dal giro di boa con 20 punti, 4 sole sconfitte e un margine di 6 punti sulla terz’ultima avremmo messo tutti la firma. Ma siccome il calcio non è fatto di casualità o leggi scritte, c’è un lavoro sul campo che costruisce un filo logico da cui non ci si può dissociare al momento delle valutazioni.

Facciamole, allora, alcune di queste valutazioni. La prima è meramente matematica: l’Atalanta, finora, non aveva mai perso due partite di fila e nemmeno era successo di non riuscire ad andare in gol per 180 minuti.

Le due sconfitte con Milan e Lazio sono diversissime ma se sette giorni prima commentavamo una prestazione macchiata dal risultato ora la tela è uniforme: sconfitta e prestazione, due sfumature negative.

La seconda considerazione, altrettanto semplice, è legata gli uomini. Ci sono pedine di importanza estrema che mancano. Alcune fisicamente, Capelli e Manfredini in difesa e Brighi a metà campo, altre invece a livello di servizio alla causa come Padoin e Denis. Nel primo caso si tratta di infortuni che comunque non possono lasciare impassibili (per la difesa l’innesto è da ponderare bene, in mezzo bisogna decidere cosa fare con Minotti) mentre nel secondo di una involuzione di doppia natura: strana per Padoin e Masiello, logica per Denis.

Sulla verticale del dischetto servono garanzie: Consigli, la coppia centrale in difesa, Cigarini e il suo partner più Denis. Due di questi elementi qualche problema ce l’hanno e ora tocca a Colantuono togliere il coniglio dal cilindro. Dal punto di vista mentale (Padoin non sembra avere problemi fisici ma da qualche gara non incide come può fare, Masiello forse sta subendo le ultime voci che arrivano da Cremona) e nello schieramento. Il mister può agire, forse la partita con la Juventus arriva al momento giusto ed anche se fino ad oggi Colantuono ha condotto sempre molto bene la barca nerazzurra adesso l’azzardo non sarebbe totale.

Perdere non è mai un buon risultato ma vista la situazione e pensando all’immediato futuro qualche cambio non è del tutto illogico: Gabbiadini, Raimondi, Minotti e Bonventura sono proprio impossibili da schierare? E’ un’idea pazza la mia? Forse sì, ma pensateci bene.

La serata sarà difficile, lo sappiamo fin da adesso, subito dopo arrivano Cesena (fuori), Genoa (in casa), Palermo (fuori), Lecce(in casa) e Novara (fuori): cinque scontri delicati in una ventina di giorni, quasi tutti diretti, in cui servirà la miglior Atalanta.

Se contro la Juve dai una chance a quelli che si allenano (facendo rifiatare gli altri) e aspettano da mesi la gara giusta con tutto lo stadio che può aiutarli possono succedere due cose: sorridi per la sorprendente prestazione oppure ti interroghi per l’immediato futuro. Con il mercato aperto e indipendentemente dal risultato, perchè tutto ciò che arriva più della sconfitta è qualcosa di positivo. Gabbiadini può giocare con Denis o al suo posto? L’Atalanta è l’Atalanta, il capocannoniere e il titolare dell’under 21 in rosa sono oro che cola. Minotti fornisce le giuste garanzie o è meglio mandarlo a giocare visto che fino ad oggi lo abbiamo visto solo a Siena? Raimondi può fare il Masiello? Bonaventura (il più impiegato e quasi sicuro di una maglia da titolare) è pronto per un gol importante? Tante domande, solo il campo per trovare risposte.

L’ultima considerazione è legata al mercato. Le altre squadre si stanno muovendo ma non è mica tutto facile: tratti, compri e poi magari perdi. Novara docet. Di giocatori pronti a venire a Bergamo e in grado di cambiare il volto in positivo alla squadra non ce ne sono in giro molti, Chi viene, se viene, potrà dare una mano ma il gruppo è già migliore di quello delle altre concorrenti alla salvezza. Tra l’altro, chi vive lo spogliatoio da giugno è abituato al tarlo mentale della penalizzazione mentre se la situazione cambia (e peggiora) mica è semplice spiegarlo ai nuovi arrivi.

Fabio Gennari

Congresso Pdl: la candidatura Pagnoncelli mette ko l’ipotesi unitario

Marco Pagnoncelli Del resto Marco Pagnoncelli non lo aveva mandato a dire: “Adesso che sono libero da ...

Atalanta, certe multe sono inaccettabili

Il presidente Antonio Percassi BERGAMO -- La Juventus ha vinto perchè ha dimostrato di essere più forte dell’Atalanta. Finito. ...