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Valseriana

Neve “bergamasca” venduta a Milano: è polemica su Facebook

Di Redazione12 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La stazione sciistica di Lizzola

La stazione sciistica di Lizzola

Buongiorno,
vi scrivo per segnalare un’aspetto particolare in merito ad una questione salita agli onori della cronaca in questi giorni: la vendita di neve artificiale da parte della società “Lizzola sci” a Milano per l’organizzazione della gara di sci di fondo, competizione mondiale della disciplina alpina da molti conosciuta e praticata in terra bergamasca anche grazie ai successi dei fratelli Pasini di Gromo.

In questi giorni mi è capitato di leggere di tutto circa la vendita della neve. Scrivo non tanto per denunciare la vendita in sé e per sé, per la quale, si badi, non provo nessun senso di riprovevolezza, anzi, ritengo sia semplicemente un’opportunità per far conoscere uno sport in estinzione al grande pubblico.

Ciò che mi preme sottolineare è, invece, l’aspetto della ricaduta in senso positivo dell’attività di compravendita della neve sul nostro territorio. In questo senso mi sembra che vi sia della confusione e per rendersene conto basta, ad esempio, entrare nei forum di settore e nelle discussioni dedicate in Facebook. Ne consegue una serie di detto e non detto che a mio avviso compromettono l’immagine della località di Lizzola di Valbondione ove la neve è prodotta e trasportata a Milano.

Orbene leggendo i pochi articoli sui giornali, anche nazionali, sembra che non vi sia alcun ritorno in termini economici poiché si dice che alla società Lizzola sci, che si occupa della produzione, siano stati forniti semplicemente due cannoni ipertecnologici in comodato d’uso, di guisa che dovranno essere presto restituiti. Sembra altresì che i costi vivi della produzione (maestranze, gasolio del gatto delle nevi, energia elettrica) rimarranno in capo alla stessa società.

Alcuni scrivono in rete che tutto ciò sembra avvenire a discapito della produzione di neve per le piste di Lizzola, che quest’anno si trovano aperte solo in minima parte. La località presenta una esposizione a nord che l’ha sempre contraddistinta per la produzione e la conservazione della neve artificiale. Quest’anno le cose sembrano andare diversamente con l’assenza dell’ausilio della neve programmata sulla maggior parte delle piste, tant’è vero che risulta aperta solamente la pista più corta, ovvero la “Due baite”. Voglio sperare che quanto descritto non corrisponda a verità anche se la maggior parte delle piste è chiusa per mancato innevamento (anche se il sindaco di Lizzola Morandi ha rimarcato che proprio grazie ai due cannoni della Fisi sono riusciti a innevare meglio il tracciato, grazie a una specie di cambio merce conveniente anche per i valligiani: tu mi dai i cannoni per sparare, e io ti faccio la neve – ndr).

A prescindere da ogni valutazione circa la fondatezza delle notizie/illazioni riportate sopra e riportate in rete, mi sarei immaginata che potesse almeno esserci un ritorno d’immagine ad esempio attraverso attività pubblicitaria gratuita, attraverso l’inserzione nel sito ufficiale della manifestazione di un link o di almeno un logo di Lizzola sci. E invece nulla.

Sarebbe stato parimenti interessante sapere che Lizzola sci potesse fruire di uno stand, di un gazebo ove poter informare e pubblicizzare la località; non uno stand in esclusiva ma almeno la possibilità di offrire gadget, volantini e sconti in grado di attirare qualche interessato alla montagna. Tale attività sarebbe stata interessante specie ora in cui la crisi economica e la carenza di neve sta mettendo a dura prova la sopravvivenza delle stazioni sciistiche. Ed invece, nulla.

Sui siti e nei forum di settore si parla di tutto ciò ma non si riesce ad evincere una posizione ufficiale. Mi chiedo se al di là di tutto questa attività di vendita della neve avvantaggi Lizzola sci oppure la danneggi tenuto conto che tante sono le voci di dissenso che si registrano, in particolare, sembra che molti che hanno acquistato lo stagionale in prevendita, si dice oltre 3100 persone, si aspettavano un impegno pieno della società nella produzione di neve artificiale che invece, forse semplicemente per le condizioni meteo è resa quest’anno più difficile.

La confusione è tanta e forse un chiarimento potrebbe essere utile. Molti sciatori sembrano interrogarsi in merito al danno all’immagine della località di Lizzola. Certo è che la questione poteva essere gestita in una maniera diversa tale da trarre un vantaggio almeno pubblicitario dalla produzione e vendita della neve artificiale presso terzi.

Spero che la società possa presto chiarire la situazione e magari a giustificazione della mancata produzione della neve sulle piste possa offrire dei vantaggi agli stagionalisti anche solo proponendo vantaggi per il rinnovo del prossimo stagionale con sconti ad esempio sul rinnovo dello stagionale.

LETTERA FIRMATA

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