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Politica

Congresso Pdl: Saffioti, Raimondi e le strane manovre

Di Redazione11 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il coordinatore provinciale del Pdl Carlo Saffioti

Il coordinatore provinciale del Pdl Carlo Saffioti

BERGAMO — Mentre si avvicina il congresso provinciale e i giochi, all’interno del Pdl, sono tutt’altro che fatti, dalle segrete stanze trapelano alcune mosse che potrebbero essere rivelatrici di quanto sta accadendo in ottica congressuale.

La notizia è passata in sordina ma il 4 gennaio scorso, grazie a un’intesa fra il coordinatore provinciale del Pdl nonché consigliere regionale Carlo Saffioti e l’assessore regionale all’Ambiente Marcello Raimondi, sono arrivate due nuove nomine nei Consigli di gestione dei parchi bergamaschi. La prima è quella di Alessandra Salvi, ex assessore provinciale all’Ambiente e esponente dei formigoniani, designata per il Parco delle Orobie, ma residente in zona Isola. La seconda è quella di Elena Priscilla Zanardi, saffiotiana doc, già in corsa come sindaco a Urgnano e indicata per il Parco dei Colli di Bergamo.

Le nomine hanno portato alle vibrate proteste di diversi esponenti di spicco del Pdl locale. Ma è soprattutto il dato politico che interessa. Ovvero, quale significato hanno tali nomine, proposte a novembre, ma arrivate a poche settimane dal congresso?

Ragionando di politica, non si può non notare che il coordinatore provinciale Saffioti, dato per certo sostenitore del gruppo laico di Piccinelli al congresso, nei casi sopra citati sia stato disponibile alla trattativa con i presunti avversari formigoniani.

Saffioti, non è un mistero, è impegnato in una difficile quanto prestigiosa scalata alla vicepresidenza del consiglio regionale. Dunque non è nelle condizioni di muovere guerra al formigoniano Raimondi e tantomeno di negargli il suo supporto. Per questo, in ottica congresso provinciale, è possibile che gli schieramenti che parevano ben delineati fino alle settimane scorse non siano più validi.

Qualcosa di grosso, è certo, sta bollendo in pentola. La sensazione è che il coordinatore, nel ruolo che peraltro gli compete, stia promuovendo una terza via: quella della mediazione. Quella di un punto d’incontro fra laici e formigoniani che esuli dagli schieramenti attuali e, di conseguenza, dall’unico candidato finora in campo: Enrico Piccinelli.

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