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Editoriali

Avanti Atalanta, la strada è quella giusta

Di Redazione10 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Stefano Colantuono

Stefano Colantuono

BERGAMO — S’è perso, per la prima volta, in casa. S’è perso, e nemmeno demeritando troppo, contro il Milan. Ma, soprattutto, s’è perso perchè dall’altra parte gioca un fenomeno di nome Ibrahimovic.

Faccio subito un piccolo inciso arbitrale e poi parlo di calcio. O almeno ci provo. Per me, il rigore di Pato non c’era perchè è l’attaccante a fare fallo. Sono convinto di questo come del fatto che manca un rigore per fallo di Thiago Silva su Marilungo, del fatto che mancano due gialli ad Ibra (manata a Schelotto e scalciata reciproca con Carmona) e almeno uno a Van Bommel. Rizzoli è il miglior arbitro d’Italia ma domenica non mi ha convinto. Mi fermo qui.

Cercando di parlare di calcio, mi vien da dire che l’Atalanta ha fatto ciò che poteva contro un Milan che mi pare poco squadra e molto Ibra-dipendente. Quello lì, è davvero forte: parte da lontano e punge (un paio di duetti con Pato nel primo tempo e Robinho nel secondo sono poesia), parte dalla fascia e punge (chiedere a Schelotto sull’azione del rigore e a Ferri nella ripresa) ma soprattutto chiama palla e cerca sempre di trasformare in oro ciò che tocca. Antipatico ma bravo davvero.

Per il resto, permettetemi, meglio la Dea. Perchè la squadra di Colantuono con le sue armi (e con qualche giocatore non in gran giornata) ha prodotto almeno cinque situazioni importanti dalle parti di Abbiati contro tre (più il rigore) dei blasonati avversari: Padoin due volte, Cigarini, Carmona e Denis contro Pato (palo) , Ibra (respinta di Manfredini) e Boateng (gol dello 0-2).

Detta così, è facile pure spiegare il perchè del senza voto a Consigli (non mi sono ammattito ma uno che para solo nel recupero per me è ingiudicabile) ma soprattutto diventa semplice disegnare il tema tattico del match: partenza sorniona del Milan e buona della Dea, svantaggio immeritato e inizio di ripresa con il brivido che scuote. Da lì in avanti almeno 25 minuti molto intensi senza quel pizzico di fortuna che serve per trovare il pari e un finale in cui si poteva pure perdere male.

Tirando le somme, c’è da essere allegri: s’è perso contro chi si può perdere in modo dignitoso e comunque facendo buone cose. Adesso, forse, viene lil difficile: come si guarda avanti con uno 0-2 sul groppone e Lazio e Juve da affrontare? Come sempre, senza paura.

Perchè nelle 17 gare finora giocate, l’Atalanta non ha mai deluso davvero. E’ successo per qualche scampolo ma c’è da riconoscere che di riffa o di raffa Colantuono è sempre riuscito a cambiare rotta in corsa.

Adesso nessuno si faccia prendere dall’ansia. Sulle terz’ultime c’è un margine di 9 punti (considerando gli scontri diretti) che sono 15 nella realtà: questo significa che le parole di chi ha visto la Dea come la migliore della fascia di chi lotta per salvarsi sono confortate dai numeri. Perchè 26 punti conquistati sul campo sono tanti a due giornate dal giro di boa soprattutto perchè non arrivano da chissà quale sortilegio ma sono tutti documentabili, spiegabili e forse perfino meno di quanto si sarebbe meritato. Avanti, con fiducia e senza paura.

Fabio Gennari

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