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Bassa

Trevigliese: allarme alto per cromo e nichel

Di Redazione9 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Treviglio

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TREVIGLIO — E’ tutt’altro che risolta la vicenda del cromo esavalente nel Trevigliese. Secondo i dati resi noti dall’Arpa, in alcune zone della Bassa e a Nord del capoluogo le concentrazioni dell’inquinante cancerogeno sarebbero al di sopra dei qualunque limite preso finora in considerazione.

L’Arpa ha effettuato 47 campionamenti, riscontrando concentrazioni picchi di cromo fino a 940 microgrammi ogni litro d’acqua fra Verdellino e Ciserano, luoghi in cui si trovano due focolai dell’inquinamento: la Cromoplastica e la Nuova IGB. Mentre un nuovo allarme arriva dalle concentrazioni di nichel.

Finalmente sono stati censiti anche i pozzi agricoli a Nord della città. Dopo una dura battaglia, iniziata dall’ex capogruppo della Lega in consiglio comunale Patrizia Siliprandi, il Comune ha rilevato 49 pozzi. Per 6 è stato vietato l’uso per acqua potabile perché sono stati rilevati sino a 126 microgrammi di cromo esavalente per litro.

Nei pozzi che alimentano l’ acquedotto cittadino i valori rilevati in ottobre segnalano quantità tra 7 e 13 microgrammi per litro.

Nelle scorse settimane il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che, accogliendo l’indicazione dell’oncologo Umberto Veronesi, impegna la giunta a commissionare un’indagine epidemiologica sulla popolazione di Treviglio per studiare l’effetto di un’esposizione così prolungata al cromo VI, problema rilevato ormai da 8 anni.

La “soluzione” adottata finora, quella di scavare pozzi per la captazione dell’acqua oltre i 120 metri in profondità, è risultata finora inadeguata.

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