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Politica

Misiani (Pd): cittadinanza ai bimbi nati in Italia

Di Redazione4 gennaio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Misiani

Antonio Misiani

BERGAMO — “A Bergamo un bambino su tre ha genitori di nazionalità diversa da quella italiana. Come possiamo considerare stranieri bambini nati in Italia?”. Se lo chiede il deputato del Partito Democratico Antonio Misiani.

“Conoscono e parlano l’italiano (lo imparano a scuola, forse anche meglio della lingua dei genitori), giocano i nostri giochi, mangiano il nostro cibo, guardano la nostra televisione, in altre parole crescono nella nostra società come i come i bambini che nascono da coppie italiane. Però rimangono cittadini stranieri perchè in Italia non vale lo ius soli che nazioni anche molto rigorose in fatto di immigrazione hanno adottato: Francia e Stati Uniti, per esempio”.

“Il punto – sostiene Misiani – quindi è che lo ius soli non è un atto di generosità verso gli stranieri. E’ solamente considerare come tali cittadini che sono nati e hanno vissuto 18 anni in Italia e che quindi sono, di fatto, italiani, come gli altri, anche se sulla carta non risulta”.

“La politica italiana – conclude il parlamentare – da questo punto di vista è sicuramente in ritardo. Ma le occasioni per recuperare il tempo perso ci sono. Una di queste sono le proposte di legge della campagna “L’Italia sono anch’io” promossa da tante realtà come Acli, Arci, Caritas e sindacati che vanno esattamente nella direzione giusta. Quella che si aspettano anche i giovani italiani nati a fianco di un bambino dalla pelle magari un po’ più scura, con il quale ha vissuto a scuola, ha giocato a calcio e si è divertito al bar. Questi italiani presto o tardi chiederanno conto alla politica delle scelte fatte o di quelle non fatte”.

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