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Editoriali

Atalanta, si chiude un 2011 a due facce

Di Redazione31 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I tifosi bergamaschi

I tifosi bergamaschi

BERGAMO – Potevo commentare un 2011 da urlo, pensando alla Dea. Risalita in A doveva essere, risalita in A è stata. Vincendo la serieBWin. E poi, pensando solo al campo, un inizio di campionato di A come nessuno si immaginava: quinta forza del lotto, con alcuni punti gettati davvero alle ortiche che avrebbero potuto significare tantissimo ed un capocannoniere di nuovo da applaudire. Dopo Filippo Inzaghi, German Denis.

Già, potevo esaltarmi ed esaltare. Potevo applaudire. Potevo sorridere. Invece, il brutto affare del Calcioscommesse toglie poesia a tutto. Lascia un senso di stupore e dispiacere che avvolge le sensazioni positive. Dall’inizio di giugno, tutti, abbiamo avuto la testa separata in due.

Un po’ come i binari del treno, ogni ragionamento era parallelo a quello di campo perchè gli elementi per convergere non c’erano. Ribadiamolo: non c’erano.

Poi arriva il 19 dicembre e tutto coincide. Tutto collima. Tutto si spiega. Arrivano le intercettazioni, le ordinanze, gli interrogatori e il resto. Inutile sottolinearlo, lo avete ben presente tutti. Ciò che più fa male è il senso di tradimento di un idolo, la consapevolezza che per sei mesi non ci si è resi conto di nulla. Io per primo, ho creduto a Cristiano Doni. Oggi, posso dire di aver sbagliato.

Adesso è il tempo di capire, sarà importante tener tutti informati sugli aspetti che riguardano il processo ma anche e soprattutto il campo. Lì dove c’è un gruppo che spinge e lavora da matti e da dove arrivano, senza soluzione di continuità, delle soddisfazioni.

Milan, Lazio e Juventus prima di chiudere il girone di andata: vi immaginate se si riuscisse a non perdere mai? Non è impossibile, anzi. Si chiuderebbe come minimo a 23 punti con due sole sconfitte in un girone intero: fantacalcio? Forse. Ma crediamo nel gruppo che così bene ha fatto fino ad oggi.

Vorrei dare delle certezze, vorrei spendermi in previsioni ottimistiche sul futuro del processo sportivo ma non ci riesco. Perchè gli elementi che sono veri oggi, domani potrebbero non esserlo. E allora andiamo avanti, insieme, giorno per giorno. Setacciando le notizie e cercando una traccia. Perchè più ci penso e più sono convinto che oggi, elementi alla mano, Doni sia colpevole sì di tradimento ma a livello sportivo l’Atalanta rischi solo per la gara di Ascoli e per quella di Padova. Per responsabilità oggettiva, un mostro che non possiamo ignorare.

Tra l’altro, fatico a pensare come ci si possa (a livello societario) accordare per un pareggio a Padova senza avvisare i giocatori. Perchè di questo bisogna parlare. Possibile che non ci sia un riscontro che è uno che colleghi i dirigenti al campo? Possibile che nella ridda di nomi che circolano, del Padova non ci sia nessuno? Possibile che Gervasoni, informato di una marea di partita sporche, non abbia detto nulla di Padova – Atalanta?

Che poi, guardando il campo, se anche ci fosse stato un accordo mi sa che a De Paula nessuno lo aveva avvisato visto che nel secondo tempo si è divorato due volte il gol del vantaggio.

Non sono certezze, le mie. In questo casino che è il calcioscommesse, non ne ho più. Vado avanti, giorno per giorno, cercando di registrare le notizie, ragionare e capire prima di scrivere. Spero solo che prima o poi non arrivi “la prova delle prove”, che non ci sia davvero nessun dirigente coinvolto: sarebbe un colpo durissimo per la tifoseria, per una città che proprio non se lo merita.

Fabio Gennari

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