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Interrogatori finiti: a Cremona l’11 gennaio c’è Doni

Di Redazione29 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cristiano Doni

Cristiano Doni

BERGAMO – Si è chiuso con l’interrogatorio di Sartor il 2011 di lavoro sull’indagine “LastBet” alla Procura di Cremona. Nel giorno in cui l’Atalanta ha ripreso a lavorare sul campo, gli inquirenti cremonesi si sono aggiornati a mercoledì 11 gennaio e proprio allora sarà la volta di Cristiano Doni.

L’ex capitano nerazzurro andrà davanti al Procuratore Di Martino e c’è da scommettere (verbo tosto in questo periodo) che altri elementi importanti arriveranno: l’unica via che Doni può percorrere è quella della verità, dopo 6 mesi di menzogne Bergamo aspetta solo che tutto questo finisca e siccome lui è l’unico indagato non possono che essere le sue parole quelle decisive.

La situazione è, ad oggi, abbastanza delineata: Santoni, Benfenati, Gervasoni e lo stesso Doni hanno parlato e risposto (chi più chi meno) alle sollecitazioni del Gip Salvini e la realtà dice che l’unico uomo ricondicibile all’Atalanta rimane Cristiano Doni.

Delle tre partite in questione, si parla molto della sfida al Piacenza e del rigore da calciare centralmente che il portiere avversario avrebbe lasciato entrare ma i rischi per la Dea sono inversamente proporzionali alla quantità di parole spese: non cambia l’uomo coinvolto, non cambia il tipo di responsabilità (siamo sempre nel campo della oggettiva) e quindi è difficile (quasi impossibile) che venga aperto un nuovo procedimento.

Valutando tutto, ad esempio il caso dell’Ascoli di poche settimane prima, uno sconto non sarebbe nemmeno da escludere: i marchigiani, con due calciatori arrestati che hanno confessato di manovrare per la sconfitta, si sono visti ridotti da 6 a 3 i punti di penalizzazione. Certo, l’Atalanta non ha perso ma stiamo alla finestra.

Discorso diverso per Ascoli-Atalanta e Padova –Atalanta. Nel primo caso, Doni è coinvolto mentre prima i punti arrivarono a causa di Manfredini (prosciolto in secondo grado) quindi c’è la possibilità che Palazzi apra un nuovo procedimento.

Sulla gara di Padova mancano, ad oggi, riferimenti oggettivi di qualsiasi tipo ma ci sono almeno un paio di dettagli che non lasciano per nulla tranquilli. Primo: Benfenati e Doni, interrogati a breve distanza, dichiarano due cose opposte. Ognuno dice di aver saputo del pari dall’altro. Quindi? Uno dei due mente. Ma a Palazzi questo potrebbe non interessare, a giugno ha alzato un polverone per molto meno.

Secondo: come mai Salvini, nell’ordinanza, per la seconda volta parla di un accordo tra società ma ancora non ci sono nè dirigenti bergamaschi nè dirigenti padovani coinvolti? Hanno delle carte nascoste e aspettano qualche passo falso? L’hanno fatto con Doni e lui è cascato nella trappola. Nessuno, oggi, può escludere che lo stiano facendo di nuovo.

Tra l’altro, un uomo di Palazzi ha ritirato a Cremona tutta la documentazione il giorno 28 dicembre e quindi se partono subito ad analizzare la situazione non potranno avere quei chiarimenti che potrebbero arrivare l’11 gennaio dall’interrogatorio di Doni.

I tifosi dell’Atalanta hanno davanti altre giornate di passione, la squadra sul campo lavora forte ma il macigno mentale non è indifferente. Se riescono a gestirlo bene, c’è davvero da battere le mani.

Fabio Gennari

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