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Politica

Nicoli resta in carcere. Formigoni: Regione parte lesa

Di Redazione23 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Formigoni e Nicoli Cristiani

Formigoni e Nicoli Cristiani

BERGAMO — Niente arresti domiciliari per l’ex vicepresidente del consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani. Il politico bresciano, accusato di corruzione per la mazzetta da 100mila euro ricevuta dall’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli, passerà le feste di Natale in carcere a San Vittore.

L’ex vicepresidente del consiglio regionale, finito dietro le sbarre nell’inchiesta sulle tangenti che secondo l’accusa sarebbero state date dall’imprenditore Pierluca Locatelli per l’autorizzazione alla discarica di amianto a Cappella Cantone, rimane in cella dopo la decisione del giudice per le indagini preliminari di Milano Elisabetta Meyer.

La richiesta per gli arresti domiciliari presentata dalla difesa è stata respinta. Intanto il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha dato mandato all’avvocatura per procedere come parte offesa relativamente alle indagini per corruzione.

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