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Bergamo

Fine di un mito: Doni ammette e scagiona l’Atalanta

Di Redazione23 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cristiano Doni accompagnato dai magistrati

Cristiano Doni accompagnato dai magistrati

BERGAMO — Due ore di confronto con il pubblico ministero e, davanti alle prove più che evidenti, Cristiano Doni ha deciso di collaborare con la giustizia e confermare tutte le responsabilità emerse durante la seconda tranche dell’inchiesta sul calcioscommesse.

Il giocatore ha scagionato l’Atalanta da tutte le responsabilità. L’interrogatorio davanti al gip Guido Salvini ed, insolitamente, anche al pm Roberto Di Martino è durato poco meno di due ore. Il 38enne bandiera nerazzurra è uscito correndo dal tribunale scortato da cinque agenti ed è subito salito sul furgone della polizia penitenziaria ed è stato ricondotto nel carcere di Cremona dove è rinchiuso da cinque giorni.

Presto per lui arriveranno gli arresti domiciliari. Il procuratore Di Martino ha dato parere favorevole. All’uscita dal tribunale il gip Guido Salvini ai cronisti presenti ha confermato che Doni, come quasi tutti gli interrogati, ha fatto delle ammissioni confermando le sue responsabilità.

Quanto all’Atalanta, Doni ha spiegato di aver agito solo a livello personale scommettendo su partite dopo aver sentito informazioni ma non parlando con il gruppo degli “zingari”, che ha dichiarato di non conoscere. Doni avrebbe fatto alcune ammissioni anche su Ascoli-Atalanta mentre ha negato ogni responsabilità per quanto concerne Padova-Atalanta.

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