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Bergamo

Ascom: situazione critica per alberghi e ristoranti

Di Redazione23 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giovanni Zambonelli

Giovanni Zambonelli

BERGAMO — Prenotazioni in calo rispetto allo scorso anno. La poca neve e la crisi stanno penalizzando pesantemente anche il turismo bergamasco. Da Natale a Capodanno sono esigue le prenotazioni negli alberghi della città e delle valli, eccetto per alcuni isolati casi.

“La situazione è critica – afferma il presidente del Gruppo albergatori di Ascom Bergamo Giovanni Zambonelli -. Le ormai imminenti vacanze natalizie sono caratterizzate dalla difficile congiuntura, al punto che secondo una indagine di Federalberghi il 75% della popolazione dichiara che l’attuale situazione politica-economica condizionerà i consumi turistici non solo delle festività ma anche dei prossimi mesi. A questo si aggiunge anche un fatto meteorologico: la mancanza di nevicate abbondanti. I due fattori stanno penalizzando i nostri albergatori che speravano di colmare il vuoto del ponte dell’Immacolata”.

I dati non sono confortanti:le prenotazioni del periodo natalizio sono di gran lunga al di sotto dei livelli dello scorso anno. Il calo in città si aggira attorno al 10 per cento. La stima viene confermate anche dagli albergatori delle valli, che registrano prenotazioni al di sotto della media rispetto agli anni scorsi e concentrate soprattutto attorno a Capodanno.

“Gli operatori di fronte alla crisi non di fermano, ma hanno ideato iniziative e promozioni accattivanti. Sono diversi quelli che hanno offerto pacchetti vacanze di due/ tre giorni – spiega Zambonelli –. Ormai la propensione dei turisti è quella di fermarsi solo per alcune notti e i nostri alberghi hanno prenotazioni soprattutto attorno all’ultimo dell’anno e per due o tre giorni”.

Petronilla Frosio

Petronilla Frosio

Anche i ristoratori lamentano la crisi. Se da un lato si segnalano ristoranti non del tutto pieni per Natale e Cenone di San Silvestre, dall’altro il piatto piange per il resto del periodo. “La crisi si sente, eccome. E la situazione è più che disastrosa – spiega la presidentessa dei Ristoratori bergamaschi di Ascom Petronilla Frosio –. Per Natale e l’ultimo dell’anno i nostri ristoranti hanno ancora posti disponibili. Ci stiamo accorgendo che ormai la tendenza è quella di prenotare all’ultimo momento e soprattutto il giorno di Natale si tende a passarlo in casa. Il clima di austerità spinge anche i bergamaschi a trascorrere a casa una festa che richiama ai valori dell’atmosfera di intimità e familiarità”.

“Sicuramente i più penalizzati saranno i ristoratori delle valli, perchè ora anche il costo della benzina incide notevolmente sul bilancio familiare”, conclude.

Secondo un’indagine di Fipe la propria abitazione o quella di amici e familiari rimane la scelta predominante per festeggiare in Natale e risulta essere in aumento rispetto allo scorso anno. Ne deriva che una percentuale minima, cioè il 2,5% (addirittura in calo dello 0,5% sul Natale 2010) trascorrerà il Natale in un locale. In quest’ultimo caso ci si orienta verso questa scelta soprattutto per il pranzo del 25 dicembre piuttosto che per il cenone della vigilia e a decidere in questo senso sono soprattutto le donne e i più giovani. La stragrande maggioranza ha prenotato optando per il menu tutto incluso e con una considerazione di spesa “giusta” se il prezzo è di 50 euro.
La situazione non varia di molto per il Capodanno trascorso a casa da 69 italiani su cento con un 1,5% che andrà nel locale a ridosso della mezzanotte per il brindisi. In lieve calo, rispetto al 2010, chi sceglierà di stare in un locale sin dalla cena. Il motivo della ristrettezza è maggioritario: il 54% opterà per una soluzione economica (fascia fra 18 e 24 anni), mentre il 33% opterà per quella equa senza rinunce, né esagerazioni (fascia fra 25 e34 anni); in ogni caso il prezzo ritenuto giusto per il cenone tutto incluso di San Silvestro è di 60 euro circa.

Secondo un’indagine Federalberghi tra Natale e Capodanno si muoveranno complessivamente 14,3 milioni di italiani (+0,5%) dormendo almeno 1 notte fuori casa, pari a quasi il 24% della popolazione. Il giro d’affari determinato da questo movimento turistico assommerà a circa 8 miliardi di Euro (+3% rispetto al 2010), incremento che assorbe a mala pena il tasso di inflazione.Tra coloro che non faranno alcuna vacanza, pari a 46 milioni di italiani, circa 24 milioni dichiarano di non potersi muovere per motivi economici.

NATALE Per questa festività saranno 7,3 milioni (rispetto ai 6,9 milioni del 2010) gli italiani che si muoveranno dalla propria città, dormendo almeno una notte fuori casa, per un incremento del 5,8%. Di essi l’86% (rispetto all’84% del 2010) resterà in Italia, mentre il 14% (rispetto al 16% del 2010) andrà all’estero. In Italia a Natale le Regioni più gettonate saranno la Sicilia con l’11,6% della domanda, seguita dal Trentino Alto Adige (9,5%), dalla Toscana (9,3%), dal Veneto (8,2%), dal Lazio (7,6%), dalla Lombardia (7%) e dalla Valle d’Aosta (6,8%). La vacanza preferita sarà ovviamente in montagna (43,5% della quota di domanda natalizia rispetto al 45,1% del 2010), seguita da una città diversa da quella di residenza (21% rispetto al 19,9% del 2010) e dal mare (nel 20% dei casi rispetto al 18,1% del 2010). L’alloggio preferito sarà la casa di parenti o amici (31,7% rispetto al 31,5% del 2010), seguito dall’albergo (29,8% rispetto al 30,7% del 2010) e dalla casa di proprietà (21,9% rispetto al 22,4% del 2010). A Natale gli italiani in vacanza dormiranno in media 5,4 notti fuori casa (rispetto alle 5,8 notti del 2010) per una spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo, divertimenti) di 610 Euro (rispetto ai 624 Euro del 2010) composti in Italia da 494 Euro rispetto ai 475 Euro del 2010 ed all’estero di 1.457 Euro rispetto ai 1.412 Euro del 2010, pari ad un giro d’affari di 4,4 miliardi di Euro rispetto ai 4,3 miliardi € del 2010.

CAPODANNO Per questa festività saranno circa 7 milioni gli italiani (rispetto ai 7,3 milioni del 2010) che si muoveranno dalla propria città, dormendo almeno una notte fuori casa, per un -4,8% rispetto al 2010. Va segnalato che a questi 7 milioni si assommeranno circa 3 milioni di italiani che prolungheranno le proprie vacanze dal Natale, per un numero totale di 9,9 milioni di italiani in vacanza fino al 31 dicembre.

Di essi l’89% (rispetto all’81% del 2010) resterà in Italia, mentre l’11% (rispetto al 19% del 2010) andrà all’estero. In Italia a Capodanno le Regioni più gettonate saranno la Lombardia (12,6% della domanda), il Lazio (12,4%), il Veneto (12,2%), la Toscana (9,8%), il Trentino Alto Adige (8,3%), il Piemonte (6,3%) e la Sicilia (4,9%). La vacanza preferita sarà ancora in montagna (48,8% rispetto al 47,6% del 2010), seguita da una città diversa da quella di residenza (19,8% rispetto al 18,3% del 2010) dal mare (15,8% rispetto al 19,6% del 2010), quindi e dalle città d’arte maggiori e minori (10,9% rispetto all’8,3% del 2010).L’alloggio preferito sarà l’albergo (31,9% rispetto al 37,1% del 2010), seguito dalla casa di parenti o amici (31% rispetto al 27,5% del 2010) e dalla casa di proprietà (9,2% rispetto al 10,8% del 2010).A Capodanno gli italiani in vacanza dormiranno in media 3,3 notti fuori casa (rispetto alle 3,6 notti del 2010) per una spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo, divertimenti) di 508 Euro rispetto ai 473 Euro del 2010 suddivisi in Italia da 451 Euro rispetto ai 393 Euro del 2010 ed all’estero di 957 Euro rispetto ai 854 Euro del 2010, pari ad un giro d’affari di 3,55 miliardi di Euro rispetto ai 3,47 miliardi di Euro del 2010.

Quanti in vacanza lunga. Le prossime festività di Natale e Capodanno vedranno circa 3 milioni di italiani (rispetto ai 3,7 milioni del 2010) effettuare un periodo di vacanza che comprenderà un soggiorno dal 24 dicembre almeno fino al 1° gennaio. Per l’esattezza tra tutti coloro che partiranno prima di Natale il 41% (rispetto al 54% del 2010) prolungheranno fino a Capodanno il loro viaggio.

I motivi della non vacanza. I motivi principali per i quali il resto della popolazione italiana dichiara che non effettuerà nemmeno un pernottamento fuori casa a Natale e/o Capodanno sono legati essenzialmente a motivi economici, che si attestano al 51,9% (circa 24 milioni) rispetto al 41,9% (circa 19 milioni) del 2010, andando ulteriormente a gonfiare il numero di italiani giunti ormai ad una vera e propria soglia di “povertà turistica”. Tra gli altri motivi si evidenziano quelli familiari con un 20,2% ed un 18,7% che resterà a casa per motivi di salute.

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