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Inchiesta Locatelli: rinnovato il sequestro della discarica

Di Redazione22 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La discarica d'amianto di Cappella Cantone

La discarica d'amianto di Cappella Cantone

BERGAMO — L’inchiesta sugli affari del gruppo Locatelli è tutt’altro che finita. Ieri i finanzieri del nucleo di Polizia tributaria della Gdf di Milano hanno eseguito oggi la “rinnovazione” del sequestro preventivo della discarica di Cappella Cantone, nel Cremonese, finita al centro dell’inchiesta che nelle scorse settimane ha portato in carcere, tra gli altri, l’ex vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, Franco Nicoli Cristiani, per corruzione.

Il politico avrebbe incassato una mazzetta dall’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli proprio per accelerare il rilascio dell’autorizzazione a realizzare in quel luogo una discarica di amianto, un affare da 20 milioni di euro per Locatelli. Secondo il dirigente dell’Arpa Rotondaro, anch’esso agli arresti perché tramite della mazzetta, la tangente sarebbe servita a pagare le tessere al Pdl in Lombardia.

Il sequestro della discarica, disposto dalla magistratura bresciana lo scorso 28 novembre, è stato rinnovato dal gip di Milano Elisabetta Meyer, su richiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e del pubblico ministero Paolo Filippini che nei giorni scorsi ha interrogato di nuovo Locatelli.

L’imprenditore bergamasco è stato sentito per oltre 5 ore, necessarie e sufficienti per raccontare il complesso intreccio di affari e politica che riguardava il suo gruppo e non solo.

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