iscrizionenewslettergif
Politica

Romano choc: l’alternativa a Monti è un governo di pubblica sicurezza

Di Redazione20 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'ex ministro dell'Agricoltura Saverio Romano

L'ex ministro dell'Agricoltura Saverio Romano

BERGAMO — Ecco la seconda parte dell’intervista che l’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano ha rilasciato in esclusiva a Bergamosera, spiegando i retroscena che hanno portato alla caduta del governo Berlusconi e all’instaurazione di quello Monti.

Onorevole Romano, dietro la caduta di Berlusconi c’era un disegno globale ben preciso…
Per le ragioni che ho appena descritto, è accaduto, come per incanto, che un governo privo di qualunque legittimazione popolare come quello Monti possa, in virtù di quelle iniziative di cui si parlava poc’anzi, governare il nostro paese con una fiducia parlamentare che non si era mai vista.

Quindi il ritorno alle urne è l’unica via democratica possibile?
L’unica via d’uscita è quella di accompagnare questo governo a fare meno errori possibili, per poi restituire l’essenza della rappresentanza popolare il prima possibile. Perché se questo governo dovesse fallire non per via parlamentare ma per i tumulti di piazza l’alternativa non sarebbero certo le elezioni. A quel punto subentrerebbe un governo di pubblica sicurezza. Un governo che si presenterebbe alle Camere e ci spiegherebbe che per sei mesi non c’è bisogno di fare nulla in parlamamento. Anchè perché in questo momento l’antipolitica accoglierebbe con vivo piacere la fustigazione dei una classe dirigente di parlamentari che si ritiene vengano pagati troppo e a sproposito, e non facciano bene il loro lavoro.

Spazi di manovra politica molto ristretti dunque…
Siamo in un vicolo molto stretto. Dobbiamo, per quanto si può, condizionare le scelte di questo governo, spiegando che non si possono salvare le banche facendo pagare il conto ai lavoratori e ai pensionati. Siamo d’accordo sulla ricapitalizzazione della banche e le garanzie di Stato altrimenti verranno risucchiate nel vortice o, ancor peggio, comprate a pochi euro da forze a noi sconosciute. Il nuovo potere finanziario del mondo ha due limiti devastanti: è senza volto e non conosce responsabilità.

Ma non è che il sistema finanziario va cambiato radicalmente?
Innanzitutto abbiamo la necessità di salvare il nostro sistema finanziario e le banche, anche se per certi versi sono le principali responsabili di ciò che è accaduto nel mondo e in Italia. Allo stesso tempo però dobbiamo considerare che questo costo lo pagheranno coloro i quali, realmente messi alle strette, potrebbero scendere in piazza. Dall’altro lato dobbiamo evitare che si fomenti la protesta nei confronti del governo che, seppure legittima, non può degenerare.

La tasse però stanno diventando insostenibili…
Siamo dell’opinione che l’Ici sulla prima casa non vada fatta pagare, perchè pagherebbero coloro che hanno fatto sacrifici per una via e stanno cercando di pagare il mutuo.

E sulle pensioni come la pensa?
Le pensioni devono essere indicizzate al di sotto dei 1400 euro. Servono inoltre provvedimenti di riequilibrio che consentano alla manovra di essere veramente equa. Sulle pensioni ci batteremo in parlamento per un livellamento del sistema previdenziale. Non è possibile che ci siano italiani che percepiscono 480 euro di pensione al mese. Così come è impensabile che ce ne siano altri che ne prendono 10-15 mila. Dobbiamo intervenire e stabilire una soglia minima e una soglia massima. Per noi la soglia minima deve essere 1000 euro al mese, il tetto massimo 7000. Sarebbe un segnale che farebbe inorgoglire gli italiani, che si sentirebbero partecipi di un disegno di sacrifici ma anche d’equità.

Fanno inorgoglire un po’ meno gli “scudati”…
Sugli scudati avrei messo personalmente una tassa iniziale del 20 per cento. Ma non oggi, dopo che lo Stato ha firmato un contratto con questi cittadini e rimangiandosi tutto perde credibilità e autorevolezza. Quanti ai capitali all’estero serve un accordo internazionale, così come hanno già fatto Francia e Germania, per far pagare alla fonte i capitali italiani che si trovano in altri paesi.

Dulcis in fundo, che ne pensa di questa legge elettorale?
La legge elettorale va cambiata perché un parlamento di nominati e un parlamento di “impiegati”, e allora non si vede il motivo per il quale debbano essere pagati dodicimila euro al mese invece di tremila.

LEGGI ANCHE LA PRIMA PARTE DELL’INTERVISTA
Romano, ecco i retroscena della caduta di Berlusconi

Pd-Udc-Pdl: prove tecniche di “grande coalizione”

Casini e Alfano ROMA -- Prove tecniche di "Grosse Koalition" in parlamento. Nonostante lo scetticismo di alcuni colleghi, ...

La Regione liquida Nicoli: 340mila euro più vitalizio

Franco Nicoli Cristiani, ex vicepresidente del consiglio regionale MILANO -- Trecentoquarantamila euro. Sono i soldi che la Regione Lombardia, e quindi i lombardi, ...