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Editoriali

Adesso ci sono le prove: Doni diventa indifendibile

Di Redazione20 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Doni a "Testa Alta"

Doni a "Testa Alta"

BERGAMO — Si è capovolto il mondo nerazzurro. Il bianco è diventato nero, il giorno è diventato notte. Buia. Terribilmente buia.

L’arresto di Cristiano Doni, i contenuti dell’ordinanza e lo stupore dell’avvocato Pino sono qualcosa di incredibile per chi ha seguito per mesi, da vicino, la vicenda legata al calcio scommesse.

Faccio una premessa, doverosa. Dal primo giorno ho cercato di valutare solo e soltanto le prove. I dettagli, le intercettazioni e tutti quegli elementi oggettivi che non giustificavano un inserimento di Doni tra gli indagati con il Gip stesso che scriveva come il nome di Doni fu inserito perchè altri soggetti ne parlavano e pur mancando riscontri diretti. Aggiungiamo che a Cremona non l’hanno mai ascoltato e che mai gli avevano sequestrato alcunchè: per questo ho sempre ritenuto difficile da comprendere la situazione, senza beneficio del dubbio.

In ambito sportivo, poi, stesso giro: condanne con motivazioni debolissime e nessun elemento certo. Da qui, dalla mancanza di prove e di riscontri oggettivi la voglia di tenere alta la tensione su una giustizia che doveva essere fatta.

Ieri, invece, arriva il colpo grosso. E tutte le prove che mancavano, arrivano. Parliamoci chiaro, leggendo l’ordinanza del Gip Salvini, Cristiano Doni diventa indifendibile. L’uomo che ha sempre giurato la sua innocenza, mentre al telefono si stupiva dei provvedimenti sull’altra linea cercava di tener tranquillo Santoni. Ha dichiarato di non avere un portatile e poi glielo hanno trovato nella cassaforte.

Come mai tieni tranquillo uno dicendo “altrimenti andiamo nei casini tutti” se non hai nulla da nascondere e l’altro ha solo millantato? Perchè ti cimenti in diverse comunicazioni con i tuo amici della “combriccola” di Cervia affinchè comunichino a Santoni che per i soldi è tutto apposto e dicendo che comunque gli amici ti hanno deluso? Come mai la compagna di Santoni viene intercettata mentre dice al suo Nicola (o Balena, come lo chiamano gli amici) se non doveva andare in montagna da Ingrid per i soldi? Ingrid è la compagna di Cristiano Doni, la mamma di sua figlia Giulia.

Ed è proprio da qui che vorrei ripartire, dal tradimento totale che gli elementi dell’ordinanza confermano verso il popolo. Doni è salito sul palco della promozione, davanti a 50.000 persone, con la sua piccola in braccio. Era la fine di maggio. Poche settimane più tardi, a scandalo già iniziato, lo stesso Doni è salito sul palco della Festa della Dea a dire che era innocente. Davanti all’evidenza dei fatti emersi, certi comportamenti, sono quasi impossibili da spiegare e da digerire.

Definiva Santoni “ex-amico”, eppure fino a 20 giorni fa ci parlava. Dal suo numero mai, da quello intestato al rumeno invece si (a marzo, quando non ne aveva motivo se non avesse avuto cose losche da comunicare) e pure attraverso quello di Maurizio Neri. Non ha nominato alcun perito per l’apertura dell’Iphone di Santoni, eppure il 15/11 chiaccherava al telefono di come si potesse entrare da fuori per manomettere la password.

Nessuno lo aveva mai intercettato prima e dopo le partite, eppure è spuntata una scheda intestata ad un rumeno (che lavorara per Antonio Benfenati allo stabilimento balneare “I Figli del Sole”) che è tracciata nei tabulati dopo essere stata portata da Cervia a Bergamo proprio da Benfenati, consegnata a Doni (i riferimenti temporali, sotto questo aspetto, sono indiscutibili) e inserita nel cellulare di Doni con il conseguente collegamento tra l’IMEI e il numero di SIM.

Solo questi elementi basterebbero a cambiare radicalmente la prospettiva, attendiamo interrogatori e processo cui seguiranno le condanne ma ciò che non avevamo prima (e che mi ha spinto per mesi a tenere traccia degli accadimenti cercando di ragionare sul niente) lo abbiamo adesso e ciò che accadrà è facile da prevedere: la carriera di Doni è finita, la vita di Doni a Bergamo come leader incontrastato è molto probabilmente finita.

Le pagine sono tante ma vale la pena di leggerle, ci sono sfumature e dettagli imbarazzanti e l’unica speranza è che tutto sia emerso: se gli inquirenti hanno in mano ancora qualcosa (che finora non è emerso), quella frase sibillina del Gip “Doni agiva per conto dell’Atalanta” potrebbe avere sviluppi. Stiamo a vedere, come sempre serve la massima attenzione ragionando su elementi certi ma intanto non nascondiamoci dietro ad un dito: siamo di fronte ad un uomo che giocava su due tavoli, presto lo interrogheranno ma quanto è emerso sarà durissimo sia da giustificare che da commentare.

Prepariamoci ad un Natale di passione. Di solito quella arriva a Pasqua, certo, ma ormai il mondo è capovolto. Quello che ha fatto, sul campo, resta nella storia. Tutto il resto, spaventa davvero.

Fabio Gennari

 

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