iscrizionenewslettergif
Economia

Confindustria: Italia in recessione, ripresa nella primavera 2012

Di Redazione15 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La presidente degli industriali Emma Marcegaglia

La presidente degli industriali Emma Marcegaglia

ROMA — L’Italia resterà in recessione fino alla prossima primavera, e da noi risulterà più marcata che nel resto d’Europa. Lo rileva il centro studi di Confindustria.

Lo studio prevede un crollo del Pil di 2 punti percentuali tra la scorsa estate e la prossima primavera. Le stime per il 2012 sono state tagliate dal +0,2 per cento al -1,6, per il 2011 dal +0,7 al +0,5.

Confindustria giudica “molto probabile che si attenui il reintegro delle persone in cassa integrazione, aumentino i licenziamenti, il tasso di disoccupazione salga più velocemente e raggiunga il 9 per cento a fine 2012”. Con altre 219 mila persone occupate in meno il biennio 2012-2013 si chiuderà con un calo di 800 mila lavoratori da avvio crisi a inizio 2008.

“La pressione fiscale raggiungerà livelli record: 45,5 per cento del Pil tra due anni, inclusi i tagli alle agevolazioni fiscali che dovranno scattare a partire dall’ultima parte del 2012. La pressione effettiva, che esclude il sommerso dal denominatore, supera abbondantemente il 54 per cento”. Livelli “insostenibili” già quest’anno (51,3%), dice Confindustria, “specie se si considera che non corrispondono servizi pubblici adeguati”. In Europa peggio solo in Francia e Belgio.

La manovra, sostengono gli industriali, “è un primo passo nella direzione della crescita. Ne servono su anche su mercato del lavoro, ammortizzatori sociali, infrastrutture, costi della politica, semplificazioni amministrative, giustizia civile, istruzione e formazione, ricerca e innovazione,lotta a evasione accompagnata da abbattimento delle aliquote”.

Le analisi del centro studi di Confindustria “evidenziano quanto la crisi abbia falcidiato i posti di lavoro tra i giovani (-24,4 per cento per i 15-24enni, -13 per cento per i 25-34enni da metà 2008 a metà 2011; + 6,6 per cento per gli over 45enni)”. Penalizzati “i maschi (-3,4 per cento; zero tra le donne) e chi ha una minore istruzione (-10,6 per quanti hanno solo la licenza media, +3,1 per i diplomati, +3,9 i laureati)”.

“Le violenti ricadute della disgregazione della moneta unica possono essere solo congetturate”, dice il centro studi di Confindustria che crede nel “lieto fine” ma analizza così “la posta in palio”: per “alcune simulazioni riguardanti le quattro maggiori economie della zona Euro, nel primo anno il Pil crollerebbe tra il 25 ed il 50 per cento, svanirebbero tra i 6 e i 9 milioni di posti di lavoro in ciascuna di esse, i deficit e i debiti pubblici raggiungerebbero valori da immediata insolvenza perfino in Germania”.

“L’esito più probabile della crisi è una ripresa dalla tarda primavera 2012”: il centro studi di Confindustria crede nel “lieto fine” ma avverte che saremo a un bivio “senza mezze misure” con dissolvimento dell’euro, fallimento di imprese e banche, milioni di posti lavoro persi, crisi del debito anche nei Paesi virtuosi.

Tasse: le manovre costeranno 3000 euro l’anno a famiglia

Le varie manovre costeranno 3000 euro alle famiglie italiane BERGAMO -- Bergamosera ve lo aveva anticipato circa una decina di giorni fa. Ora i ...

Fuga di capitali all’estero: ritornano gli “spalloni”

Fuga di capitali all'estero BERGAMO -- La Guardia di finanza ha accertato la fuga all'estero di 11 miliardi di ...