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Bergamo

Pubblicità sportiva, fatture false per 57 milioni: 43 denunciati

Di Redazione14 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gli uomini della Guardia di Finanza

Gli uomini della Guardia di Finanza

BERGAMO — False fatture per oltre 57 milioni di euro. E’ la truffa scoperta dalla Guardia di Finanza di Bergamo con l’operazione “Charlie” coordinata dal pubblico ministero Laura Colucci. Sgominata un’organizzazione dedicata alla truffa in ambito pubblicitario sportivo.

L’attività investigativa è durata due anni, partendo dalle vicende di una società bergamasca che avevano portato all’arresto di due persone e al coinvolgimento di altre 13, sfociate nel patteggiamento in tribunale e condanne complessive a 10 anni. L’attività delle Fiamme Gialle non si è fermata e ha permesso di denunciare altre 30 persone.

In sostanza, nel rapporto tra le associazioni sportive e la società di pubblicità ‘corrotta’ si interponevano varie imprese con il ruolo di cartiere, rilasciando fatture false a seconda delle necessità e del committente l’incarico. L’indagine si è conclusa con la denuncia di 43 persone. L’accusa a loro carico è associazione a delinquere finalizzata a evadere le imposte mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e falsità in scrittura privata. Le imprese o associazioni coinvolte sono complessivamente 44.

L’attività di verifica, oltre al recupero dell’Iva sulle false fatture, ha permesso la constatazione di omessi ricavi per un importo superiore a 19 milioni di euro. Inoltre, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Adnkronos, sono state accertate violazioni alla normativa antiriciclaggio per trasferimento di denaro contante sopra la soglia consentita per un totale di 8 milioni.

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