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Editoriali

Percassi e lo stadio: il progetto migliore nel momento peggiore

Di Redazione13 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il nuovo Stadio

Il nuovo Stadio

BERGAMO — Ci si aspettava un progetto innovativo, ma non così. Si poteva immaginare qualcosa di grandioso, ma non così. Qualcuno pensava a scelte “alla Percassi”, ma non così. E soprattutto, che il costo fosse alto era da immaginare, ma non così.

Il “Parco dello Sport” presentato da Antonio Percassi all’amministrazione Comunale è qualcosa di sensazionale. Davvero. Basta guardare i video, le foto e il plastico per capire che i molti mesi di lavoro del figlio Matteo, i viaggi in giro per il mondo e la chiamata ai professionisti più importanti (il designer dello Stadio è lo stesso che ha rifatto Wembley in Inghilterra ma non solo) hanno dato i frutti sperati.

Il sindaco di Bergamo si è affrettato a dire che questo progetto è il primo passo di un percorso che ne prevede altri. Importanti come quello datato 13 dicembre 2011, forse di più.

Veniamo subito al nocciolo principale della questione: il costo. Tutta l’operazione vale 250 milioni di euro. Sono comprese sia le opere di urbanizzazione, parcheggio e viabilità (circa 35 milioni), lo stadio (50-55 milioni) e il palazzetto oltre al “Retail Park”. Se leviamo l’impianto che serve all’Atalanta, sono 200 milioni di euro per cambiare il volto di un quartiere regalando a Bergamo un “Parco dello Sport”  di livello mondiale.

Percassi è stato in Russia, in America e in giro per l’Europa a vedere strutture e a valutare idee e progetti. Una soluzione così complessa, solo di progettazione e di studi di fattibilità (ce ne sono di viabilistici ma anche ambientali e sui materiali) è costata finora circa 1-1,5 milioni di euro.

La strategia del Gruppo Percassi e di Cividini (per ora l’Atalanta è solo un’attenta spettatrice) è chiara: dei 50.000 metri quadrati di spazi commerciali da adibire ad attività legate allo sport e al tempo libero bisogna informare i più grandi colossi del mondo. Di tutti gli sport. Ecco che i rapporti con la Nike diventano importanti, quelli con l’Adidas e tutti gli altri brand ancora di più. Pare che il numero uno atalantino abbia già mostrato le sue idee, le risposte sono state entusiaste ma prive di riferimenti economici sull’effettiva disponibilità ad investire. Vero è che, senza un progetto di questo livello, è impensabile chiedere soldi a colossi mondiali.

Trovati gli interessati agli spazi, ci sarà poi da fare il giro delle banche. Il momento economico è il peggiore possibile, questo è il nodo principale della questione perchè accedere al credito è dura. Durissima.  Antonio Percassi ci proverà, andrà in mezzo agli abitanti del quartiere per proporre la sua idea e se non dovesse trovare consensi potrebbe pure desistere perchè non vuole andare contro la gente calando un progetto simile dall’alto.

La sensazione è che ci sia un progetto da urlo in un momento da pianto. Riuscirà il numero uno dell’Atalanta a costruire un impianto a sostegno della sua idea che permette al Parco dello Sport di vedere la luce?

Una possibilità certamente da considerare è la venuta di uno sponsor che intenda finanziare l’opera con un progetto di sponsorizzazione pluriennale. Come successo in Inghilterra e Germania a Bayern di Monaco e Arsenal, si dovrebbero trovare marchi che accettino un discorso di questo tipo: chiamiamo lo stadio “Axa Stadium” o “Creberg Stadium” (tanto per fare due esempi) e per 10-15 anni lo sponsorizziamo. Una soluzione simile, potrebbe valere 80-100 milioni garantiti ma a quel punto bisognerebbe che l’Atalanta lasciasse la dimensione salvezza per entrare in quella europea. Fantacalcio? Può darsi, ma ogni opzione non è da escludere.

Se il progetto fallisse, qualcuno pensa al solo stadio magari in un’altra zona della città o della provincia. Difficile, difficilissimo: se non hai spazi o idee che possano bilanciare un investimento per un giorno la settimana (la partita della domenica) è dura trovare le risorse perchè non sempre si trova uno sponsor come la Juventus (che è la Juventus) che dalla Tamoil ha ricevuto 70 milioni di euro.

In ultima analisi, ecco la via della ristrutturazione del vecchio Comunale. Ovviamente, se non ci fossero alternative, Percassi potrebbe  investire 10-12 milioni di euro per sistemare l’impianto di Viale Giulio Cesare ma è ancora presto per pensarci: prima deve naufragare il progetto “Parco dello Sport”, da qui a luglio 2012 sapremo se il miracolo (economico) è riuscito oppure no.

Fabio Gennari

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