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Editoriali

Atalanta: se il direttore toppa, l’orchestra stona

Di Redazione12 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Luca Cigarini

Luca Cigarini

BERGAMO — Eccola, la prima prestazione stagionale sottotono della Dea. Certo, non la si voleva vedere contro il Catania perchè gli scontri diretti sono sempre da vincere ma una gara storta all’11 di dicembre si può tranquillamente accettare. Senza drammi e con tanta fiducia in vista della partita di Firenze perchè 22 punti conquistati sono comunque un bel bottino.

Ciò che fa riflettere non è tanto la condizione fisica ma la mancanza di geometrie. L’Atalanta contro il Catania ha corso fino al 93′, se prendiamo Schelotto ad esempio è facile rilevare come ha dato di più negli ultimi venti minuti piuttosto che nel resto della gara. A mio parere, il problema non è quanto si corre ma come si corre.

Già, perchè il nocciolo della questione sia a Verona che contro il Catania  ha nome e cognome: Luca Cigarini. Nessuna croce da buttare addosso, nessuna critica aspra o prevenuta ma semplicemente la constatazione che il direttore dell’orchestra atalantina vive un momento di flessione innegabile. E l’Atalanta ne risente. Terribilmente.

Dopo due anni ai margini, Cigarini ha iniziato la stagione come nessuno si aspettava. Ha suggerito, ha segnato e ha coordinato. Senza soluzione di continuità: è stato uno dei migliori. Da alcune partite non riesce ad incidere e quando manca la sua inventiva i nerazzurri si bloccano. Cambi di gioco, palloni smistati di prima, appoggi sempre intelligenti sono il sale del suo gioco. Se mancano, i nerazzurri faticano a creare superiorità e la vita del Catania di turno diventa più facile.

A chi sottolinea come il Catania ha giocato “bene” nel primo tempo, ricordo soltanto che tutte le azioni degne di nota sono nate da palloni persi malamente dal centrocampo nerazzurro. Tutte. Riguardatele, a rotazione hanno sbagliato un po’ tutti. Se la palla è lenta e prevedibile e giochi in 2 (Cigarini e Carmona) contro 3(Lodi, Delvecchio e Almiron) fai fatica. Perchè dalle fasce si infilano Potenza e Marchese che sviluppano la manovra.

Nella ripresa, con un uomo in più, la situazione non è migliorata dal punto di vista della manovra. Mister Colantuono ha schierato tutti gli uomini d’attacco a disposizione (Tiribocchi, Bonaventura, Denis e Moralez con Marilungo in luogo dell’argentino e Schelotto a supporto) trovando il pari del “Tir” e altre due buone occasioni con Masiello e lo stesso Marilungo. Tanto cuore, tantissimi cross e poca lucidità. Ma non per stanchezza, solamente perchè il faro è un po’ appannato. Ed è questo il momento in cui gli altri (a partire da Carmona) devono dare qualcosa in più dal punto di vista della qualità.

A Firenze, sabato sera, andrà in scena una sfida salvezza. Già, perchè il -6 regala ai viola uno scontro a pari punti (16) ma la realtà dice che al Franchi arriva la quinta forza del Campionato: l’Atalanta. I valori sono diversi e loro non possono perdere ancora, certo. Ma i numeri non tradiscono mai, oggi danno ragione ai bergamaschi.

Fabio Gennari

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