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Sport

Calcioscommesse, pena dimezzata all’Ascoli: l’Atalanta spera

Di Redazione7 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cristiano Doni

Cristiano Doni

BERGAMO — Qualcosa si muove ma nessuno si illuda: la strada è ancora lunga. Torniamo a parlare del Tnas (Tribunale nazionale arbitrato per lo sport) e lo facciamo perchè nella serata di martedì 6 dicembre sono arrivate da Roma notizie per certi versi sorprendenti e che stanno alimentando speranze nel popolo dei tifosi bergamaschi.

L’Ascoli ha ricevuto dal Tnas uno sconto di 3 punti (su 6) della penalizzazione derivante dall’affare calcio-scommesse e l’eliminazione della multa di 50.000 euro. Detta così, ci sarebbe da gioire davvero ma è bene dipingere tutti i contorni della vicenda per dare il giusto peso alla situazione.

La società marchigiana in primo e secondo grado è stata condannata per responsabilità oggettiva. Quei 6 punti sono figli delle considerazioni fatte dai giudicanti in merito ad almeno 3 partite (Livorno–Ascoli, Ascoli–Atalanta e Novara–Ascoli) del campionato scorso di serie B ma soprattutto tutto è legato ai comportamenti tenuti da Vincenzo Sommese e Vittorio Micolucci che sono stati intercettati, hanno confessato e avevano rapporti diretti e certificati con parecchi dei soggetti coinvolti.

Gli stessi Sommese e Micolucci, non dimentichiamolo, sono stati arrestati dalla procura di Cremona e i loro nomi, fin dai primi giorni, sono stati tra i primi ad essere circolati con grandi motivazioni. In un simile contesto è poi emerso che Sommese nel 2007 fu condannato per fattacci simili, che l’Ascoli lo ha messo ai margini proprio per alcuni dubbi sulla sua condotta e che entrambi hanno operato anche su altre partite (ad esempio Benevento-Cosenza) per gestire flussi di denaro e scommesse anomale: Sommese seguì Livorno Ascoli insieme a Tuccella, altro soggetto coinvolto in questo pastrocchio.

Bene, con questa situazione generale (ancor più complessa di quanto ho evidenziato) l’Ascoli si è presentato avanti al TNAS lo stesso giorno di Doni e dell’Atalanta e ha chiesto una riduzione o l’annullamento della penalizzazione. E il TNAS, in due giorni lavorativi, ha accolto parzialmente cancellando la multa.

Adesso veniamo alle considerazioni legate al mondo Atalanta. Ci sono due aspetti che vanno contro le speranze che si stanno alimentando. Primo: il collegio arbitrale che ha deciso è diverso da quello che deve decidere per la Dea. Ci sono 3 arbitri (il presidente Cecinelli, il dottor Lubrano e il dottor Pozzi) che non sono quelli che si stanno occupando dell’Atalanta e di Doni (presidente Manna, dottor Fumagalli e dottor Zaccheo). Secondo: per Doni, sportivamente parlando, non è possibile una riduzione sostanziale della pena. Andrebbe assolto, cancellando di fatto il “lavoro” di Palazzi.

Eccolo, il dubbio più grande: il presidente Manna, dati e interrogatorio di venerdì scorso alla mano, avrà la forza e la convinzione di cancellare con una decisione giusta quanto portato avanti dalla federazione?

Ora i dettagli che non possono che far sperare. Il Tnas ha dimezzato i punti inflitti all’Ascoli per responsabilità oggettiva quando due tesserati sono stati beccati nelle intercettazioni, hanno subito un arresto, sono dentro la lista degli indagati dal primo giorno, hanno avuto rapporti diretti con gli altri attori (quelli contestati a Doni sono falsi mentre qui ci sono prove certe) e addirittura hanno confessato. Micolucci ha pure patteggiato. E sta scontando una pena di un anno e sette mesi: “il primo pentito del calcio” lo ha definito qualche mese fa il suo avvocato. Ma il Tnas ha deciso di scontare 3 punti e levare la multa di 50.000 euro.

L’Atalanta perchè non dovrebbe sperare? Doni perchè non dovrebbe sperare? Le motivazioni per lui sono ai limiti della barzelletta, pare che anche durante l’udienza di venerdì scorso siano arrivati segnali di grossa debolezza in merito all’impianto sostenuto dagli avvocati della federazione e pure il presidente Manna ha voluto far chiarezza sulla sera in cui Santoni avrebbe dovuto incontrare il suo uomo: è provato, hanno verbalizzato, che Doni non poteva esserlo visto che la sera del 18 marzo era in ritiro (dove nessuno può entrare) e visto che “l’uomo di Santoni” voleva “almeno” segnare un gol.

Nessuno inizi a sognare, non illudiamoci ma ponderiamo tutto e come stiamo facendo da due mesi a questa parte precisiamo e analizziamo ogni dettaglio: il presidente Manna e i due arbitri di parte hanno la possibilità di fare giustizia davvero, dati alla mano l’unica accettabile è quella che ripulisce Doni di una squalifica assurda e riporta l’Atalanta a quota 21 punti.

Serve una decisione forte, serve una decisione che cancelli due gradi di giudizio della FIGC: arriverà? Pazienza e speranza, amici atalantini. Magari non succede, ma se succede…

Fabio Gennari

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