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Fukushima: cesio radioattivo nel latte per i bimbi

Di Redazione7 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La centrale atomica di Fukushima poco dopo lo tsunami

La centrale atomica di Fukushima poco dopo lo tsunami

FUKUSHIMA, Giappone — L’allarme per la centrale atomica di Fukushima è tutt’altro che passato. Anzi, nelle scorse ore dal Giappone è arrivata la notizia che è stato trovato cesio radioattivo nel latte in polvere destinato all’alimentazione dei neonati.

Si tratta dell’ennesimo allarme sulla sicurezza alimentare dopo il terremoto e lo tsunami dell’11 marzo che danneggiarono l’impianto nucleare. Casi di radiazioni eccessive sono stati ritrovati in verdure, te’, latte, frutti di mare ed acqua hanno alimentato una crescente ansia nella popolazione giapponese, nonostante la garanzia del governo che i livelli rilevati non siano pericolosi.

Per la prima volta dal disastro di Fukushima, il Giappone ha deciso di bandire dai negozi del Paese anche il riso. Si tratta di quello proveniente dal distretto di Onami, bloccato appena prima di finire sul mercato: “Non un singolo chicco di questo riso è in circolazione”, assicurano le autorità nipponiche.

La produzione dell’alimento base della dieta nazionale viene duramente colpita. Nel riso coltivato fino a 60 km dall’impianto di Fukushima Daiichi è stato infatti rilevato cesio radioattivo in quantità ben superiori alla soglia di tolleranza. Nel frattempo, attorno a ciò che rimane della centrale atomica distrutta dallo tsunami dello scorso 11 marzo, continuano i lavori di bonifica che, secondo l’Atomic Energy Commission (Aec) giapponese, dureranno almeno trent’anni.

I problemi legati al cibo prodotto in Giappone in seguito alla tragedia nucleare erano già stati evidenziati alcune settimane fa da uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of National Academy of Sciences (Pnas), secondo cui la contaminazione radioattiva prodotta dall’incidente ha raggiunto una porzione ben più ampia di quanto ammesso finora. In particolare, la quantità di Cesio-137 presente nel suolo di molte aree del Paese sono aumentate in modo inquietante.

Rimanendo contaminante per tre decenni, questo elemento può infatti provocare danni irreparabili ai prodotti della pesca, dell’agricoltura e dell’allevamento. Già in luglio il governo di Tokyo decise di bandire tutta la carne di manzo proveniente dalla prefettura di Fukushima, dopo che la carne di oltre 500 capi di bestiame a cui era stato dato da mangiare fieno contaminato era stata spedita in ogni parte del Paese. Un destino toccato, sempre la scorsa estate, anche a verdura, latte e addirittura tè verde, seppure coltivato a 400 km dalla centrale.

Nel frattempo dalla Svizzera arriva la notizia che il governo elvetico ha confermato il progressivo disimpegno dal nucleare. La Svizzera non autorizzerà la costruzione di nuove centrali nucleari, ma non rinuncerà alla ricerca in questo settore: il Consiglio Nazionale (camera bassa) ha confermato oggi a Berna – per 125 voti contro 58 e due astensioni – la decisione della scorsa legislatura sull’uscita progressiva dal nucleare del Paese.

La Svizzera dispone attualmente di 5 impianti nucleari che producono quasi il 40 per cento dell’energia elettrica consumata a livello nazionale.

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