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Brebemi, l’inchiesta blocca i cantieri: 700 operai a rischio

Di Redazione6 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Brebemi

La Brebemi

BERGAMO — L’inchiesta sul cantiere dell’autostrada Brebemi con relativi arresti e sequestro, ha avuto gravi conseguenze sull’occupazione in provincia di Bergamo. Alla realizzazione dell’infrastruttura sono impegnati 700 operai di una sessantina di imprese, che ora non stanno lavorando e non sanno nemmeno se riceveranno gli stipendi.

La Procura di Brescia, in collaborazione con la Direzione distrettuale antimafia, ha messo sotto sequestro l’intera opera per cercare di capire se la questione dei rifiuti sepolti illecitamente riguardi solo il tratto relativo alla Locatelli oppure si vada oltre, configurando scenari d’indagine ben diversi.

I rappresentanti dei sindacati nel frattempo oggi hanno incontrato il prefetto di Bergamo Camillo Andreana. Le richiesta è stata quella di un’opera di sensibilizzazione verso l’Inps nel caso in cui si dovesse fare ricorso alla cassa integrazione, e la convocazione di un tavolo con il consorzio Bbm per discutere della situazione.

In un primo incontro di ieri il consorzio è stato invitato a risolvere in prima persona il problema occupazionale, ricollocando il personale che rischia di non lavorare per mesi. Nei giorni scorsi è stata presentata istanza di dissequestro per i 26 chilometri non direttamente interessati dall’inchiesta.

Resta invece il problema dei 300 dipendenti della Locatelli, l’impresa bergamasca il cui titolare è stato arrestato, e i cui contratti sono stati rescissi.

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