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Agricoltura, imprese all’attacco: la Regione non conosce il settore

Di Redazione6 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un'impresa agromeccanica

Un'impresa agromeccanica

BERGAMO — Il recente bando aperto dalla Regione Lombardia sulla misura 121 del Piano di Sviluppo Rurale (Psr) ha suscitato la manifesta insoddisfazione dell’Abia (l’associazione bergamasca dei contoterzisti agrari aderente al circuito regionale e nazionale di Confai).

Nei giorni scorsi, la Regione ha stanziato 8 milioni di euro destinati all’acquisto di macchine per la distribuzione di effluenti di allevamento. Un aiuto pensato per il mondo agricolo alle prese con la spinosa questione dello smaltimento dei liquami nelle aree di pianura. Ma nell’elenco dei beneficiari non sono state incluse le imprese agromeccaniche che, pur effettuando per conto degli allevatori la gran parte delle operazioni di smaltimento dei reflui, si troveranno a dover far fronte agli acquisti di nuove attrezzature contando esclusivamente sulle proprie forze, senza beneficiare di alcuna forma di contributo.

E così il presidente di Abia Leonardo Bolis ha preso carta e penne e inviato una lettera all’assessore regionale all’agricoltura, Giulio De Capitani, in cui illustra le richieste della categoria. “Pur condividendo le iniziative poste in essere a favore del settore primario – scrive Bolis – ancora una volta devo rilevare come le imprese agromeccaniche siano escluse da tutti i provvedimenti emanati dalla Regione Lombardia in materia agricola”.

Bolis lamenta una “sostanziale disattenzione e un’evidente mancanza di conoscenza da parte della politica verso l’attività svolta dalle imprese agromeccaniche, per le quali Abia non chiede trattamenti di favore, bensì solo l’opportunità di poter accedere a qualche misura del Psr dedicata specificamente agli investimenti in materia di meccanizzazione agraria.

“La situazione è abbastanza paradossale – spiega Enzo Cattaneo,direttore di Abia -, le imprese agromeccaniche sono quelle più coinvolte in tema di spandimento dei reflui zootecnici e più dell’80% delle aziende agricole interessate si rivolge al nostro comparto per tale servizio. Tuttavia si riservano i finanziamenti per l’acquisto di nuova tecnologia alle sole imprese agricole che, stante l‘attuale situazione di difficoltà economica, non effettueranno investimenti in macchinari”.

“Al contrario – chiarisce ABIA – mettere a disposizione anche degli agromeccanici le risorse previste da tale misura porterebbe un grande beneficio economico per tutto l’agroalimentare, nonché per l’indotto del comparto delle costruzioni dei macchinari agricoli. Un provvedimento che, peraltro, potrebbe essere adottato dalla Regione Lombardia con una semplice delibera di giunta in quanto nessuna norma europea ne preclude la possibilità”.

Intanto dalla Rete nazionale rurale giunge un monito già lanciato nelle scorse settimane da autorevoli fonti ministeriali: entro il 31 dicembre di quest’anno le Regioni italiane dovranno affrettarsi ad erogare complessivi 370 milioni di euro per evitare di perdere una parte dei fondi europei disponibili per finanziare la politica di sviluppo rurale. In caso contrario le risorse, già assegnate al nostro Paese, riprenderanno la via di Bruxelles.

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