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Bergamo

L’inchiesta Locatelli fa tremare mezza Bergamo

Di Redazione2 dicembre 2011 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il procuratore Salomone e gli investigatori dell'antimafia

Il procuratore Salomone e gli investigatori dell'antimafia

BERGAMO — I magistrati della Direzione distrettuale antimafia lo hanno detto chiaramente: “L’indagine è solo all’inizio”. Il che significa che nel prossimo periodo, breve e lungo non è dato sapere, ci saranno ulteriori sorprese nell’inchiesta per traffico e smaltimento illecito di rifiuti che vede coinvolto il gruppo Locatelli, dell’omonimo imprenditore Pierluca di Grumello del Monte.

L’inchiesta, come noto, tocca da vicino anche la nostra città. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno perquisito l’assessorato all’Ambiente della Provincia. Sono rimasti per sette ore alla ricerca di documenti in grado di fare chiarezza sulle discariche e gli impianti realizzati da Locatelli. E ulteriori controlli sono stati fatti in altri Comuni.

Finora gli arrestati sono 10. Ma è evidente che con il procedere dell’inchiesta – che viaggia a passo spedito, con lo stralcio della corruzione passato per competenza territoriale a Milano -, c’è da attendersi che il numero degli indagati sia destinato a crescere.

La galassia di società del gruppo Locatelli sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti, d’altronde, è molto vasta. E altrettanti ampi sono i rapporti di lavoro che l’imprenditore intratteneva con il sistema di potere bergamasco, e che ora verranno passati al setaccio degli inquirenti. L’inchiesta sta facendo tremare mezza Bergamo, perché in città sono ubicati i palazzi del potere e perché tanti e importanti erano i rapporti che l’imprenditore aveva con l’establishment locale.

Ieri L’Eco ha abbandonato il tradizionale riserbo e titolato a piena pagina “Tangentopoli bergamasca”, segno che qualcosa di grosso sta bollendo in pentola nelle indagini su politica, affari e malaffare. I reati contestati a Locatelli sono pesantissimi. Il procuratore di Brescia Fabio Salomone ha parlato di un “malaffare contiguo alla criminalità organizzata” ricordando che è un luogo comune che il traffico illegale di rifiuti riguardi solo le Regioni del Sud.

Il pentolone dunque è stato scoperchiato. Cosa ci sia all’interno lo diranno le indagini nei prossimi giorni. Indagini che potrebbe subire un’accelerazione qualora Locatelli, che si trova in isolamento in carcere, collaborasse con la giustizia. Salomone d’altronde è stato chiaro: “Il procedimento non è finito qui, ci saranno nuovi indagati”.

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